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A Paliano un successo l’atto finale di Corto ma non troppo, il festival che supera i limiti imposti ai “diversi”

La scorsa settimana, presso piazza XVII Martiri nel centro di Paliano, si è svolta la quinta edizione dell’ormai affermato festival di cortometraggi “Corto ma non troppo”.
Un evento unico nel suo genere, volto ad avvalorare l’unicità della persona per quello che è e non per il ruolo che convenzionalmente ricopre, ponendo l’accento positivo sull’individuo in quanto tale al di là della patologia e delle etichette che ad oggi, purtroppo, ancora vengono attribuite e, quindi, vissute quotidianamente da persone considerate “diverse”.
Il premio più grande per i ragazzi quest’anno è stato quello di concorrere con veri professionisti di medio e alto livello. Il Festival, nato per dare voce ai veri protagonisti del disagio mentale attraverso i cortometraggi da loro realizzati, anche quest’anno è stato lieto di accogliere la partecipazione di autori privati che nei loro lavori cinematografici hanno trattato tematiche inerenti la diversità, sia essa dovuta a disagio psichico, fisico, sociale, di religione o di cultura. Il festival mai come quest’anno ha portato avanti i concetti di condivisione, integrazione sociale e abilità. La manifestazione quest’anno si è svolta in piazza e in orari serali per porre l’accento sulla necessità di portare fuori e condividere con tutti i presenti, in un clima di allegria e leggerezza, ciò che si è: semplicemente persone con abilità e disabilità ma senza etichette, ruoli o patologie. L’atmosfera che si è venuta a creare ha permesso una maggiore integrazione tra ospiti delle strutture, operatori e i cittadini venuti in piazza, tanto che non c’era distinzione tra gli uni e gli altri.
L’istituzione di due giurie, una di professionisti e un’altra composta da ospiti di strutture socio-riabilitative, chiamate a valutare alla pari tutti i corti senza distinzione di categorie, ha portato avanti ancor di più i concetti di condivisione e integrazione. I criteri valutativi sono stati identici sia per gli ospiti delle strutture che per gli autori privati, ponendo quindi l’attenzione sulle abilità, come quella nel recitare e nel riprendere, quella nel cogliere l’attimo e nel trasmettere un’emozione. Inoltre, gli ospiti di strutture socio-riabilitative, da sempre giudicati, si sono ritrovati a giudicare e valutare cortometraggi anche di professionisti.
I vincitori del festival 2017 sono:
– Paolo Budassi con “Senza occhi, mani e bocca”;
– CTA Cappuccini con “L’amore è muto”;
– Miryam Rahimi con “MareNostrum”.
Inoltre, nota di merito artistico da parte del presidente di giuria Stefano Veneruso a Daniele Barbiero con “Radice di 9”.
«Un sentito ringraziamento a tutte le persone che hanno preso parte al festival – è il commento dello staff di “Corto ma non troppo” -. Anche quest’anno è stato un evento carico di emozioni. Vorremmo ringraziarvi uno per uno, ma non basterebbe una giornata per scrivere ogni nome. Quindi grazie all’intero staff che ci ha sostenuto ed ha permesso che tutto funzionasse, grazie al Comune di Paliano per averci dato la possibilità di svolgere l’evento in paese. Grazie al vicesindaco Valentina Adiutori, al presidente della consulta della salute mentale della Regione Lazio Daniela Pezzi, al consigliere regionale Pietro Petrassi ed al presidente della commissione Sanità Rodolfo Lena per essere intervenuti durante il nostro festival. Grazie alle testate giornalistiche e alle reti televisive che ci hanno aiutato a promuovere il nostro unico evento, in particolare: Teleuniverso, Rai 3, Atuttapagina.it, Girocittà, Lanotiziah24, La Provincia quotidiano. Grazie ai giudici Stefano Veneruso, Giorgio Mennoia, Michela Cimmino e Valerio De Lorenzo, che con professionalità e scrupolosità hanno valutato i corti in gara e grazie agli ospiti delle strutture cta Cappuccini, Villa Verde, coop. il Sorriso, coop. Insieme, Johnny & Mary e Coop. sociale Matrioska, che hanno fatto parte della giuria popolare dell’edizione 2017. Grazie a Giuseppe e Marco Ferrigno che come ogni anno mettono la loro arte a disposizione del nostro festival, realizzando i premi in onore di Massimo Troisi. Grazie ai partecipanti, sia quelli che sono riusciti a raggiungerci che a quelli che ci hanno seguito da lontano. Grazie ai cittadini di Paliano e agli spettatori che sono venuti da fuori. Grazie perché ognuno ha concorso a rendere questo quarto festival emozionante e unico».

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