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Frosinone, a 50 anni dalla morte di Don Milani una lettura collettiva di Lettera a una professoressa

Domani 26 giugno alle 18, presso la sede dell’Associazione Oltre l’Occidente in Largo Paleario a Frosinone, andrà in scena una lettura collettiva di “Lettera a una professoressa”, a 50 anni dalla morte di Don Lorenzo Milani. Introduce Davide Fischanger.
«Io ero nella stanza accanto a fare scuola. Arrivò un ragazzino con una paginetta che diceva “Cara professoressa, lei è una poco di buono” o cose simili. Io mi alzai e andai da Don Lorenzo e gli dissi: “È una porcheria! È il foglio di un ragazzo arrabbiato!”. Il priore mi domandò: “La vuoi più bella? E noi la faremo più bella!”. Parlava sorridendo come uno a cui è venuta un’idea geniale; l’idea lo divertiva». Così Adele Corradi racconta la scintilla che diede vita alla lettera più famosa della storia della pedagogia, scaturita dalla rabbia di un ragazzo che il suo maestro colse al volo, trasformandola nel cuore pulsante del suo laboratorio educativo per nove mesi, nel suo ultimo anno di vita.
Verso la fine di “Lettera a una professoressa” troviamo scritto: «Così abbiamo capito cos’è un’opera d’arte. È voler male a qualcuno o a qualcosa. Ripensarci sopra a lungo. Farsi aiutare dagli amici in un paziente lavoro di squadra. Pian piano viene fuori quello che di vero c’è sotto l’odio. Nasce l’opera d’arte: una mano tesa al nemico perché cambi». Per Pier Paolo Pasolini è «una delle più straordinarie definizioni di quello che deve essere la poesia».

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