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«La salute viene prima del profitto». Presa di posizione dei Medici di famiglia per l’ambiente nei confronti degli industriali

Continua la marcia divulgativa sull’inquinamento ambientale nei paesi della Valle del Sacco da parte dell’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e provincia. Sabato scorso i medici hanno incontrato amministratori e cittadini presso l’aula consiliare di Ferentino.
Diversi gli argomenti trattati, ma quello di maggiore attualità, espresso con forza e dovizia informativa, ha riguardato le iniziative in atto portate avanti da Unindustria, al fine di ridurre e semplificare le procedure per ottenere le autorizzazioni in campo ambientale. Dai medici è stato più volte sottolineato che nei convegni organizzati dagli industriali con le istituzioni non si è parlato dell’aspetto principale dell’inquinamento: la salute. L’inquinamento, è stato detto, è squisitamente una problematica sanitaria, dalla quale non si può prescindere in nessun modo e per nessuna ragione, men che mai per il profitto mascherato da iniziative occupazionali. La priorità deve essere riconosciuta nella salvaguardia della salute che si ottiene solo con il rispetto dell’ambiente. Non esiste altra forma di prevenzione. Per la Valle del Sacco si è rimarcato che da troppo tempo mancano studi relativi alle malattie da inquinamento sia dell’aria che del suolo. Ma la cosa inquietante è che tutti gli studi precedenti regionali e nazionali, datati e fermi a diversi anni fa, già allora raccomandavano, proprio per questo territorio, la prosecuzione e l’implementazione della ricerca in funzione delle gravi malattie risultate ed attestate. Nell’ultimo periodo, peraltro, i medici si sono trovati a rilevare e controbattere, in ripetute occasioni, comunicazioni di studi non corrispondenti, non inerenti, non confacenti, ma sopratutto fuorvianti rispetto alle problematiche drammatiche del territorio: inquinamento da CO2 barattato con l’inquinamento da polveri sottili, l’unico e drammaticamente vero per Frosinone; attenzione deviata verso l’inquinamento interno alle abitazioni, con diminutio della pluriennale emergenza da polveri sottili nell’aria esterna; emissioni dell’inceneritore di rifiuti  di San Vittore dichiarate ininfluenti in clamorosa antitesi con quanto rilevato dallo studio regionale ERAS, che ha indicato incrementi di circa l’80% delle malattie respiratorie in adulti e bambini residenti in un raggio di cinque chilometri da quell’impianto. La contemporanea e ripetuta presenza allo stesso tavolo di attori istituzionali, a cui per norma sono affidate le decisioni finali in ambito ambientale regionale e provinciale, pone delle serie preoccupazioni rispetto la possibilità che una non adeguata e fuorviante informazione possa determinare scelte normative nefaste per l’ambiente e, quindi, per la salute della collettività. Inesattezze e disinformazione in materia di inquinamento atmosferico possono avere risvolti e conseguenze molto gravi per la salute, per questo le decisioni di politica ambientale devono discendere da analisi pertinenti ed obiettive, suffragate da dati certi e da evidenze scientifiche convalidate. È stata, inoltre, espressa la speranza di non più leggere in futuro articoli giornalistici quali quello del gennaio 2017 che definiva “Frosinone, la più inquinata per le tangenti dell’industria” e recitava: “Secondo gli investigatori la provincia diventava fin troppo permeabile alle pressioni di Unindustria, accogliendo senza valutazioni indipendenti le richieste per gli scarichi delle fabbriche. Quei valori delle emissioni da paura che mettono Frosinone nella lista delle città più inquinate d’Europa contano meno delle pressioni degli industriali”.

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