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Ode al Matusa, la dedica in versi allo stadio del Frosinone del poeta-tifoso Stefano Pizzutelli

«Non voglio che tu muoia/non voglio dirti addio». Stefano Pizzutelli ha ancora una volta toccato i cuori dei tifosi del Frosinone, dedicando la sua “Ode al Matusa” allo stadio del Leone che sta per andare in pensione.

Io ti ricordo, piccolo
palanche e cemento,
pieno come un uovo
di braccia in movimento

Palanca, mi ricordo
la banda diagonale,
andarci la domenica
passando all’ospedale

E ora sento un chiodo
conficcato nel petto:
Riziero con le lacrime
la bandiera sul tetto

Suona la fisarmonica
il baffone ai Distinti,
le case e il campanile
sono sfondi dipinti

E poi penso a Davato
e penso a Farinelli
esplode lì il sinistro
del bomber Santarelli

In campi in serie D
parevano safari,
ci porta su in C2
il grande Alberto Mari.

E dopo qualche anno
credo che sto sognando
al diciassette maggio
al gol di Pippo Orlando

Che sogno strepitoso
che era la C1,
chissà chi ci sperava
direi forse nessuno.

E c’erano alti e bassi
e tu eri stupendo
ripenso ai vecchi muri
e sto rabbrividendo

Un giorno scompariamo
e sento forte un lutto,
mi sento disperato
come perdessi tutto

Maurizio prende in mano
Maurizio c’ha investito
Maurizio ha realizzato
Il sogno di Benito

A Melfi una partita
che dura sett’ott’ore
C1, un’altra volta
quasi mi esplode il cuore

Non siamo più burini
insulsi pecoroni,
abbiamo il cuore grande
grande come Iaconi

Ricordi quante lacrime,
vecchi come bambini?
pareva la bomba atomica
l’urlo al gol di Martini

B, ma che bella lettera
Che anno eccezionale
Napoli, Juve e Genoa,
da andare all’ospedale

Salvezze irraccontabili
da Santoruvo a Guidi,
poi un anno brutto e fetido
scendiamo ai bassi lidi.

Tu intanto eri più bello
da diecimila posti,
l’ultrà che urla impavido
Vincere a tutti i costi!

Poi, tra gioia e baratro
è labile il confine
e a soli tre minuti
dal fischio della fine
in cielo per un attimo
Alessandro è volato
poi è sceso a regalarci
il nostro campionato

Poi arriva l’incredibile,
l’assurdo, il senza senso
i brividi assoluti
soltanto se ci penso

E Ciofani e Dionisi
quel giorno col Crotone
orgasmo orgasmo orgasmo
la banda di Stellone

La Serie A al Matusa,
che in mezzo mese è pronto,
Che cosa posso dire,
che cazzo vi racconto?

Il primo gol di Soddimo?
Di Natale e i bambini?
Rizzoli che, impazzito
Dà il cinque a Paganini?

I gol con la Sampdoria?
Parlarvi di emozione
quando una curva applaude
per la retrocessione?

Chicco sulla bandiera,
quel prato bello, verde
sei sempre il mio Matusa
anche quando si perde.

Ti amo, io ti amo
di un amore infinito
sei padre, madre, figlia,
fratello, vita, mito.

Ti amo, io ti amo,
non bastano parole
sei azzurro come il cielo
sei giallo come il sole.

Ti amo, io ti amo
Matusa, amore mio
non voglio che tu muoia
non voglio dirti addio

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