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Frosinone, l’allarme dell’assessore Mastrangeli: “Troppi tagli da Stato e Regione, così sono a rischio i servizi”

«Sulla situazione finanziaria degli enti locali gravano, in modo particolarmente drammatico, i tagli operati dal Governo centrale e dalla Regione Lazio». Lo ha dichiarato l’assessore al bilancio e alle finanze del Comune di Frosinone, Riccardo Mastrangeli.
«La preoccupazione maggiore dell’ente di piazza VI Dicembre, impegnato da cinque anni nell’estrema razionalizzazione della spesa disponendo di un personale ridotto all’osso, riguarda il livello qualitativo e quantitativo dei servizi offerti alla cittadinanza: a causa delle restrizioni finanziarie operate da Governo e Regione, infatti, il Comune di Frosinone rischia di diminuire l’offerta di servizi, per raggiungere il pareggio di bilancio – ha aggiunto Mastrangeli -. Questa ipotesi, se dovesse trasformarsi in realtà, sarebbe intollerabile, visto il momento storico in cui viviamo, nel quale la crisi economica sta minando la serenità di tante famiglie. Questa amministrazione comunale ha lavorato perché Frosinone si ponesse alla guida dei capoluoghi del Lazio in materia di uscite e investimenti nel settore dell’assistenza sociale, relativamente, quindi, all’erogazione di servizi come asili nido, residenze per anziani, prevenzione e riabilitazione domiciliare, assistenza alle famiglie con portatori di handicap o colpite da fenomeni gravi di disagio economico e sociale. È impensabile che, a causa della politica miope di Regione e Stato, il Comune debba voltarsi dall’altra parte rispetto alle criticità e alle difficoltà che, quotidianamente, molti nostri concittadini vivono. Da un lato i contributi destinati agli enti locali sono stati tagliati pesantemente, dall’altro lo Stato si è attribuito maggiori risorse per poter spendere di più. Ciò, però, non può ripercuotersi sulle vite di tanti cittadini che stanno già pagando il prezzo altissimo della crisi economica. Qualora, poi, Governo e Regione avessero deciso di smantellare completamente lo stato sociale, allora lo dicano chiaramente per farci mettere l’anima in pace».

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