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Terelle compie 900 anni, grande successo per le celebrazioni ufficiali

Si sono conclusi lo scorso mercoledì i festeggiamenti ufficiali per i 900 anni dalla fondazione della rocca di Terelle da parte del conte Landone d’Aquino.
Le celebrazioni, a cura del Comune e della Pro Loco, si sono svolte in due momenti: il primo, più istituzionale, con l’inaugurazione della targa commemorativa, il secondo artistico-culturale, con la superba esibizione del quartetto d’archi “Refice”.
Nel pomeriggio, presenti il sindaco di Terelle Dino Risi, portavoce dei saluti del Prefetto, il vicesindaco e organizzatrice dell’evento Fiorella Gazzellone, il parroco Don Angelo Moncelli, l’assessore regionale Mauro Buschini, il consigliere regionale Marino Fardelli, il vicepresidente della Provincia di Frosinone Andrea D’Amata, il delegato del Comune di Belmonte Castello Errico Roncone e il delegato del Comune di Cassino Benedetto Leone, terellese d’origine, si è ripercorsa la storia del Comune davanti a un nutrito pubblico.
A fare da cornice ad autorità e relatori le giovani Melania Grossi e Giada Del Duca in meravigliosi abiti d’epoca realizzati da Anna Palombo.
Attraverso le parole di Don Germano Savelli, lette dall’emozionata ed emozionante nipote Laura, è stata raccontata la bellicosa nascita di Terelle. Ha preso, quindi, la parola il professor Francesco Cofano, che ha offerto uno scorcio sull’emigrazione da Terelle, descrivendo l’enclave terellese (“trellana”) a Terracina. Infine, il giovane Giuseppe Azzoli ha riportato i versi con cui il filosofo terellese Antonio Tari, pioniere della filosofia estetica in Italia, dava l’addio all’amato borgo delle sue origini.
Dopo i partecipati e commossi saluti delle autorità, volti soprattutto ad elogiare la coesione e la resilienza del piccolo comune montano, è stata presentata all’ingresso del Municipio la targa recante le parole che l’illustre filosofo scrisse durante il suo esilio politico dai moti del 1848: «Quei pochi terreni al sole che sono la nostra libertà». In seguito il professor Ernesto Ciccone e Fortunato Del Duca hanno accompagnato le autorità in visita alla loro mostra storico-fotografica “Bambini si nasce. Arte e storia a Terelle”.
La seconda parte delle celebrazioni si è svolta nel suggestivo teatro che è il Monumento ai Caduti. Il quartetto d’archi “Refice” ha eseguito un concerto in due parti, dalla musica classica e lirica a notissime colonne sonore: ospite d’onore il Maestro Antonio Cedrone. A condurre l’evento sono stati la giovane Annalisa Savelli, che ha deliziato l’uditorio con la sua personale visione del borgo, e Olimpio Ciccone. Laura Savelli ha ricordato ancora una volta le parole, questa volta in versi, di Don Germano Savelli, leggendo “La nascita di Terelle” e “Questi beni di Terelle detti in rima a Catinelle”, mentre Angelica Bianchi ha regalato una poesia scoperta dal nonno, il compianto storico sindaco di Terelle Pietro Grossi, “Terelle il villaggio dei fantasmi”, scritta da un soldato tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale. La partecipazione è stata tale e tanto sentita che la serata, prima dei saluti e dei ringraziamenti di rito, si è conclusa con l’Inno di Mameli eseguito dal quartetto e intonato dall’intero uditorio in una voce sola. (Ilaria Di Mambro)


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