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Frosinone, nuova recinzione al Palasport. Ottaviani: “Servirà anche per la sicurezza del nuovo stadio”

«Nel quadro del completamento degli interventi di messa in sicurezza sull’area del Casaleno, dove sorge il nuovo stadio comunale “Benito Stirpe”, l’amministrazione Ottaviani ha approvato un ulteriore intervento per evitare che i tifosi delle squadre ospiti possano venire a contatto con quelli del tifo giallazzurro». Lo scrive in una nota la stessa amministrazione comunale di Frosinone.
«Già dalla prossima settimana, infatti, partiranno i lavori di realizzazione della nuova recinzione attorno al Palazzo dello Sport prospiciente il nuovo stadio di calcio, ottenendo il duplice risultato, da una parte, di isolare i tifosi delle squadre avversarie con i relativi autobus e, dall’altra, di dare finalmente una sistemazione adeguata all’area esterna al Palazzo dello Sport nel quale, quest’anno, sarà di scena anche la Serie A della pallavolo nazionale – prosegue il comunicato -. Le opere, interamente a carico del Comune, saranno ultimate entro le prossime due settimane, secondo la tabella di marcia programmata, e verranno rese possibili anche grazie allo smontaggio e rimontaggio di numerosi elementi strutturali provenienti dall’ex campo di calcio del Matusa, con un notevole risparmio di risorse finanziarie per l’amministrazione comunale».
«Attraverso il riutilizzo e la rigenerazione di numerosi pannelli trasferiti dall’area dell’ex Matusa – ha dichiarato il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani – stiamo centrando un altro obiettivo importante sotto il punto di vista della sicurezza del nuovo stadio al Casaleno e anche per quello che attiene l’arredo esterno del Palazzo dello Sport. Questo dimostra, chiaramente, che quando i lavori pubblici dipendono solo dallo sforzo organizzativo della nostra macchina comunale procedono con puntualità ed efficienza. Quando, invece, le opere sono di competenza anche di altri enti superiori, come per la strada di collegamento con viale Olimpia, siamo costretti a sperare che siano superabili vincoli e divieti che spesso spuntano come funghi di tarda estate».

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