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Longo, bravo e fortunato (e anche questo è un pregio)

Appena un paio di mesi per conquistare tutti: squadra, tifosi e anche il presidente Stirpe, che in fatto di allenatori ha il palato particolarmente raffinato. Moreno Longo è riuscito nell’impresa fallita dal suo predecessore Pasquale Marino, che nell’arco di un’intera stagione non era mai del tutto entrato nei cuori della gente che tifa il Frosinone.
Brillante, comunicativo, con idee chiare e forti: Longo si sta imponendo fuori dal campo ancor prima che nel rettangolo di gioco, dove pure i risultati sono straordinari. E i giocatori avvertono il forte carisma dell’allenatore, ne subiscono il fascino e lo rispettano. Finendo per seguire fedelmente la strada tracciata dal tecnico.
È un Longo fin qui bravissimo, ma è anche un uomo fortunato. Quella fortuna che non aveva per niente aiutato Marino. Prendiamo gli ultimi due Ascoli – Frosinone. Nella prima circostanza il Leone subisce gol al 95′, vede sfumare due punti rispetto alla possibile vittoria e dice addio al sogno della promozione diretta in Serie A. Alla seconda occasione sono i giallazzurri a segnare al 95′, a conquistare tre punti e a prendere il comando della classifica. Cos’è cambiato in cinque mesi a parte l’allenatore? La direzione della fortuna, che adesso sembra sorridere al Leone. Bravo e fortunato questo Longo, ma i latini non dicevano che la fortuna aiuta gli audaci? (Gabriele Margani)

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