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No ad inceneritori e all’inquinamento nella Valle del Sacco, 2.000 cittadini sono scesi in piazza a Colleferro

Una manifestazione di oltre 2.000 persone, lo scorso sabato, ha attraversato nuovamente le strade di Colleferro. Dopo la grande manifestazione dell’8 luglio, è stata una prima immediata risposta al mancato mantenimento delle promesse da parte della giunta regionale, mentre continuano i lavori di riparazione degli inceneritori di Colle Sughero.
In questa settimana un presidio permanente si è insediato al quartiere Scalo, nella piazza antistante la chiesa di San Gioacchino, all’inizio di via Cesare Battisti che porta agli inceneritori e di fronte al locale dove si è trasferito l’ufficio del sindaco di Colleferro.
Il presidio ha l’obiettivo di vigilare sull’arrivo dei manufatti necessari alla riparazione degli inceneritori. Ad oggi una gru è stata fatta pervenire nel sito, mentre non si hanno ancora notizie del trasporto speciale atteso nei giorni scorsi.
«Sul piano politico normativo si è aggiunta in questi giorni una proposta di legge regionale che va sotto il nome di “Green Act” con cui, ormai a fine di legislatura, la giunta Zingaretti e la sua maggioranza politica tentano di rimediare alla mancanza di un’organica politica ambientale, purtroppo in assenza di un cambio di strategia per quanto riguarda la gestione del ciclo integrato dei rifiuti», scrive in una nota Retuvasa – Rete per la Tutela della Valle del Sacco.
Sono stati ribaditi gli obiettivi della mobilitazione di “Rifiutiamoli”. Negli interventi conclusivi della manifestazione del 18 novembre, svolti in piazza Italia, è stata ribadita la volontà di andare fino in fondo in questa lotta e ne sono state chiarite le motivazioni e le prospettive, peraltro già affermate nel volantino di convocazione, dove le associazioni promotrici hanno dichiarato: «Nuovi impianti per il recupero dei materiali, senza la necessità dell’incenerimento, possono e debbono sostituire gli inceneritori. La salute dei cittadini di Colleferro e della Valle del Sacco, come il destino dei lavoratori di Lazio Ambiente e degli impianti di incenerimento, è legata alla creazione di una nuova filiera: dalla raccolta differenziata al recupero di materia, passando per la riduzione ed il riciclo».
«Deve essere chiaro che non siamo di fronte ad un nuovo inizio, nel senso di un azzeramento di quanto “non è stato fatto ed alle sue conseguenze” – prosegue il comunicato di Retuvasa -. L’inquinamento progressivo dell’ambiente, il cumularsi di rischi per la salute dei cittadini, lo sperpero di denaro pubblico, la messa a rischio dei posti di lavoro sono conseguenze inevitabili della mancanza di decisione dei pubblici amministratori e, dobbiamo dirlo, dell’arretratezza del mondo imprenditoriale (nelle sue varie declinazioni più o meno legali) legato alle vecchie tecniche di gestione del ciclo dei rifiuti: non sono certo conseguenze dell’azione di chi da anni vi si oppone o del movimento “Rifiutiamoli” che negli ultimi mesi si è sviluppato a Colleferro e nella Valle del Sacco, movimento che, vogliamo ricordarlo, ha trovato le condizioni della sua continuità nell’istituzione dell’Assemblea Permanente, in cui avviene il confronto e si condividono le decisioni».

Foto di Vincenzo Corsi

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