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Salvini a muso duro: “Lasciate in pace il Frosinone, l’unica colpa della società è fare le cose seriamente”

Un lungo, accorato e a tratti aspro monologo. Ernesto Salvini non ci sta e all’antivigilia di Natale tira fuori un macigno dalla scarpa. Due i temi toccati dal direttore dell’area tecnica del Frosinone: le illazioni, che si trasformano in insulti, sull’onestà del Leone in merito alle decisioni arbitrali e l’atmosfera intorno alla squadra da parte di stampa e di una piccola parte di tifosi.
«Nei miei primi 3-4 anni da direttore generale sono sempre fuggito dalle posizioni centrali delle tribune degli stadi, anche lontano da Frosinone. Ho visto vincere la mia squadra ed ho gioito e non mi è mai accaduto nulla, non sono mai stato apostrofato. Da qualche anno a questa parte sono stato obbligato, per il ruolo che ricoprivo e ricopro, ad occupare un posto nella tribuna d’onore. E dalla scorsa stagione noto qualcosa vicino all’astio nei nostri confronti, che va aumentando tranne, debbo dire, a Perugia, dove anche i dirigenti capirono che quelle mie parole in quella famosa conferenza stampa servirono a dirottare l’obiettivo sulla mia persona. Quando ti senti dare del “ladro”, quando ci sono allenatori avversari (chiaro il riferimento al tecnico Castori del Cesena) che ci additano a “mafiosi”, io da amante e tifoso di questa società inizio a farmi venire dei dubbi: perché tutto questo? Ho l’impressione che sia troppo semplice additare il Frosinone come un’entità assistita da una mano sovrannaturale. Ma da chi? Ma quando? Quando ci sono tante sviste a nostro favore, magari. Ma non è così».
«Se mi avessero dato 7-8 rigori a favore, io sarei venuto qui e con la mia onestà intellettuale lo avrei ammesso – prosegue Salvini -. Ma i dati riportano il contrario. I dati riportano che quest’anno il Frosinone ha avuto molte più sviste a sfavore che a favore. Prendiamo una partita in Liguria: c’era un rigore a favore degli avversari per un fallo di Besea e l’ho detto alla fine del primo tempo. Ma in quella stessa partita è stato concesso un rigore inesistente all’avversario, poi annullato un gol regolare e mi sembra che non siamo andati sui giornali ad urlare e ci siamo comportati sempre bene».
«Voglio tornare un attimo indietro nel tempo: a fatica siamo usciti dalla Lega Pro e tornati in quella Serie B che non deve essere per forza la casa del Frosinone, per chissà quale lascito. Ma lo abbiamo fatto grazie a questo presidente che si chiama Maurizio Stirpe. Ed anche in quella occasione, raggiungendo quell’obiettivo, se c’è la forza e la grande qualità come si sono state non c’è arbitro che tenga. Ma anche in quella stagione ricorderete che qualche problemino c’è stato. Solo una volta ci siamo lamentati, in una partita clamorosa (con l’Entella) in cui non sono successe cose normali, ma anche in quel caso non abbiamo mai messo in discussione che si fosse trattato solo di giornata storta dell’arbitro. Siamo arrivati in A, l’abbiamo giocata con dignità massima. Quei punti che abbiamo ottenuto stanno dimostrando che oggi potevano rappresentare la salvezza. Eppure la stagione iniziò male, il giorno del mio compleanno, il 23 agosto, contro il Torino c’era un rigore nettissimo su Dionisi. Eravamo in vantaggio, potevamo andare sul 2-0. In quella occasione ci hanno subito “salutato”. Poi abbiamo mosso la classifica, ci siamo messi nella condizione di non retrocedere alla fine del girone di andata. Però, ricordo almeno un paio di partite in cui ci sarebbe stato da gridare allo scandalo. Non ci siamo mai abbassati, non abbiamo mai alzato la voce. Come è successo qui al “Benito Stirpe” quando qualcuno ha urlato come un pazzo invasato (tra un tempo e l’altro): la fortuna che ha avuto questo signore è che c’era di fronte un dirigente educato, altrimenti avrebbe rischiato di farsi prendere a calci nel culo. Pensavamo che la giustizia sportiva sarebbe stata in grado di compiere il suo corso, ma poi tutto si è sistemato con 5-6 giorni di riposo».
Salvini parla a braccio. Non c’è scaletta. Parla con passione e trasporto. Quindi è normale che vada avanti con il ragionamento e poi faccia un leggero rewind di immagini e situazioni: «Retrocedendo dalla Serie A abbiamo avuto la fortuna di avere un presidente che non si è tirato indietro. Dando un segnale importante. Che non è affatto scontato e normale per una società di provincia come la nostra. Siamo caduti, ci siamo rialzati subito. La stagione successiva ci ha rivisto protagonisti: siamo rimasti in B per differenza reti, per colpa di due sviste arbitrali. Non ci siamo legati con le catene da nessuna parte come altri avrebbero fatto. E allora, mi riallaccio agli insulti gratuiti nei nostri confronti: come faccio a sopportare questo continuo attaccarci, essere accusati di qualcosa che non ha nessuna base? Ma che male abbiamo fatto? Se abbiamo gestito i soldi della Serie A per fare un centro sportivo e uno stadio, che colpa abbiamo? Altri non lo hanno saputo fare e quindi? Ci ha prestato i soldi qualcuno per farlo? No. E allora perché viene sempre dalla parte centrale delle tribune di tutti gli stadi d’Italia questa nenia che ci offende nella morale della quale andiamo orgogliosi? C’è qualcuno che sobilla? Forse dirigenti avversari vogliono nascondere le proprie difficoltà spostando l’attenzione su chi ha dato esempio di grande lungimiranza? Si dice che Dionisi sia un giocatore irruento, un giocatore che aizza le folle. Ma voi dovreste sentire cosa esce dalla bocca di dirigenti avversari contro Dionisi. Gli viene data una gomitata e la colpa, si dice, è di Dionisi. Quando gli dicono “muori”, “bastardo”, “rompetegli una gamba”, frasi che vengono dalle tribune degli stadi che ci ospitano. Siccome c’è qualcosa che non va, vorrei che qualcuno me lo spiegasse».
C’è spazio per quegli errori a danno della squadra di Longo. Mentre Salvini parla, sullo schermo continuano a scorrere immagini di rigori non concessi ma anche di presunti errori a favore del Frosinone: «Pensiamo a Pescara – Frosinone: cosa vogliamo dire? Tralasciando le problematiche avute con le sviste nelle gare che abbiamo vinto, perché se uno va a fare i conti ci sarebbero episodi a favore anche in Frosinone – Bari e Frosinone – Parma ad esempio. In Frosinone – Palermo ho l’onestà di dire che c’era un gol dubbio annullato ai rosanero. Poi però proseguiamo per Spezia – Frosinone, quindi c’è un fallo di mano netto a nostro favore in Frosinone – Avellino. Poi Frosinone – Cesena, dove siamo stati offesi duramente prima, durante e dopo. Ed in quel caso arbitri nazionali ed internazionali da noi interpellati ci hanno dato un parere univoco: tecnicamente il rigore c’era. E vogliamo parlare di Carpi – Frosinone? Ed a proposito di Carpi, mi avete mai sentito pronunciare un nome di un giocatore avversario? Sono andato mai via urlando o lamentandoci dallo stadio? Sfido chiunque ad avermi visto urlare. Sono stanco che gli altri guardino a casa nostra. Abbiamo fatto troppe cose belle? Chiediamo scusa. Dionisi? È un grande giocatore, patrimonio di questa società. Lo dico forte, rivolto al di fuori: lasciate stare il Frosinone, che ha ottenuto quello che ha fatto solo con le sue forze. C’è il rischio di diventare cattivi e noi non vogliamo diventarci».
«Passiamo ad altra situazione. Non ho capito se è qualche tifoso della ultima ora o qualche giornalista che deve trovare appigli strani, ma per me tutto quello che ruota attorno al Frosinone è sacro. Anche in questo caso, parto da lontano. Quei tifosi che hanno memoria storica benedicono lo stato attuale del Frosinone, quegli stessi tifosi che io trovai al Matusa da avversario nelle stagioni di Serie D. Magari altri che non hanno memoria storica possono sentire qualche esigenza in più. E se c’è una persona che dice “tutto quello che si fa è per i tifosi” questa è il presidente Stirpe. La seconda persona sono io. Sono stato io, di comune accordo con il presidente, a lanciare l’iniziativa “Porta un amico”, c’ero io quando abbiamo venduto gli abbonamenti con i prezzi più bassi in Italia ma anche delle categorie inferiori perché lo scopo era quello di riempire lo stadio. Noi li abbiamo vissuti i momenti quando lo stadio aveva spazi vuoti anche con 5.800 posti totali per i nostri tifosi. Il tifoso è sacro, come lo siete voi giornalisti. Vi conosco da tanti anni, conosco la vostra professionalità. Nutrite affetto per il mondo-Frosinone, siete cosa sacra. Allora uniamoci tutti. Cito il presidente e lo chiamo in causa con una sua dichiarazione, il giorno della presentazione di Longo: “A Longo ho dato come obiettivo principale quello di stare lontano dalle zone calde, restare in una posizione consona ai valori tecnici della squadra. Sicuramente non concorreremo per non retrocedere, sarebbe un’ipocrisia. Cercheremo di disputare un campionato all’altezza della squadra e della società. L’ago della bilancia può andare in una direzione o nell’altra solo per dettagli. Quindi sicuramente Moreno sarà messo nella condizione di lavorare con tranquillità. Con lui parte un progetto che va oltre la stagione che inizierà. Nella formula del contratto c’è il requisito della pazienza. Massima liberta, quindi, massima comprensione”. E poi successivamente Stirpe disse: “Ci interessa stare a 10 giornate dalla fine dentro la lotta che conta. Poi ci giocheremo tutte le nostre carte”. E allora vi domando – si rivolge Salvini ai giornalisti -: siamo in linea? Mi sembra anche un tantino di più. Vi siete mai divertiti come quest’anno? Io dico di no. Voi dite che “bisogna prendere il Lexodan”, che “si pareggia anche con tre gol di vantaggio”. Andiamo ad analizzare le cose: se il presidente, che peraltro è anche patron e se mi permettete non sempre le cose coincidono in Italia, dà dei dettami, lo sapete perche li dà? Dopo averci dato la possibilità di avere a disposizione una squadra importante, è consapevole che quanto meno altre società siano al livello del Frosinone per storicità e peso economico e che questo campionato che stiamo giocando non è come il campionato della scorsa stagione. Il livello è più alto, lo dimostra la classifica, lo dimostrano gli organici. Se il Frosinone è più o meno al pari delle altre società, perché non c’è questa atmosfera così positiva attorno a noi? A cosa è dovuto? I nostri tifosi magari non possono vederla tutti allo stesso modo, ma secondo me quest’anno ci stiamo divertendo. Non me la prendo con i tifosi, ma vi rivolgo a voi giornalisti: una squadra si contesta quando si vede che non dà quello che può dare. Noi abbiamo vinto una Serie B con grande forza, dove ci siamo mangiati tutti da un certo punto in poi e quelle erano le forze che avevamo in quel momento storico. L’aumento della qualità della rosa ci ha portato ad avere altro a disposizione in questa stagione, ci ha trascinato in un altro tipo di calcio. Lo abbiamo visto con l’Entella giovedì sera, che tipo di qualità abbiamo espresso. Che mi rende orgoglioso. Una sola partita ci sta sullo stomaco: quella con il Novara, non pervenuti. Può succedere, ma a quelli normali. Non a questo tipo di giocatori. Ma bisogna stare attenti: tolta quella partita, non mi sembra che l’impegno non ci sia stato».
«Vado oltre. Ci sono mancati Sammarco e Paganini, abbiamo fatto di necessità virtù. Situazioni verificatesi quando non c’era più possibilità di intervenire. Nonostante tutto la classifica parla chiaro: non è mai successo di ottenere 12 risultati utili di fila. Lo scorso anno – prosegue Salvini – quanti di voi hanno pensato che noi potevamo già stare in A ad un certo punto della stagione? Credo parecchi. Il dubbio ci doveva venire: noi dobbiamo soffrire, non dobbiamo mai abbassare l’attenzione. E quando ci troviamo di fronte a gente che ci rappresenta sui campi d’Italia dobbiamo essere fieri che ci stanno rappresentando perché a noi non regala niente nessuno, da sempre. I campioni li abbiamo anche noi, non li hanno solo gli altri. Ma abbiamo solo un modo per annullare questo gap: metterci qualcosa in più. Che questo allenatore e questi giocatori stanno mettendo in campo con tanta qualità per colmare quel gap. Se questo lascia il fianco all’avversario dobbiamo avere pazienza. Analizzate le partite di questo Frosinone e come abbiamo preso dei gol. Fanno parte di contingenze che riguardano anche gli arbitri: io li vedo in faccia i nostri giocatori, ecco perché li salverò sempre. Tornando a noi: le aspettative le abbiamo tutti, far coronare il sogno che il Frosinone in A non sia stata una meteora. Se c’è qualcosa che può rappresentare per voi giornalisti un blocco psicologico, questo non aiuta la causa. Analizziamo in maniera serena: tutti insieme. E allora aiutiamo il pubblico a capire quando è il momento di prendere per mano il giocatore per raggiungere tutti un obiettivo importante. Io credo che possiamo giocarci le chance, ma come si pretende che tutti facciano il loro dovere, dobbiamo capire che l’unica colpa che ha questa società è che da anni ha fatto le cose maledettamente bene».

Fonte: ufficio stampa Frosinone Calcio

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