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Ugl: “Ecco i mali della sanità frusinate e della Asl”

Un elenco di 17 punti. La Ugl Sanità mette nero su bianco ciò che dovrebbe cambiare nella Asl di Frosinone. È il segretario provinciale della Ugl Sanità, Rosa Roccatani, ad elencare i 17 “mali” della Asl:

 

«1. che la ASL sia gestita da un commissario retribuito come un direttore generale in quiescenza ultrasettantenne, nonostante la legge n. 124 del 2015 faccia divieto di conferire incarichi a persone in quiescenza che abbiano compiuto il 65°anno di età. Assai singolare che il governo regionale in quasi 5 anni di amministrazione non sia stato in grado di garantire alla Asl di Frosinone un direttore generale;
2. il dotarsi di collaboratori in quiescenza a titolo gratuito, contestualmente affidargli incarichi retribuiti;
3. l’attribuire incarichi di Unità Operative comportanti somme in favore dei dirigenti, senza che le attività possano prendere il via;
4. la scarsa attenzione rivolta ai bisogni dei cittadini-utenti, che sembra sia diventata per il management dirigenziale l’ultimo degli interessi;
5. la mancanza dei posti letto per pazienti in situazione di emergenza/urgenza, che costringe i malati a sostare per giorni lungo corridoi o letti di appoggio;
6. che alcuni reparti invasi da pazienti in appoggio siano snaturati nella loro specialistica;
7. il conferire incarichi in assenza delle previste procedure selettive concorsuali e mancanza delle obbligate deroghe regionali;
8. che molti reparti, per mancanza di deroghe regionali, per decenni non siano stati dotati di Responsabile Apicale, viceversa che le deroghe siano concesse in assenza di reparto;
9. il ricorso massiccio ai consulenti esterni a partita Iva per sopperire alle annose carenze di personale le cui norme ne fanno divieto, adottando peraltro procedure difformi alle regole;
10. l’indire e affidare gare di appalto oltreché estensione delle stesse al massimo ribasso, eludendo la prevista clausola sociale a scapito del mantenimento dei posti di lavoro;
11. gli investimenti sfrenati per la realizzazione delle Case della Salute – Degenza Infermieristica che restano vuote per mancanza di domanda e di personale (vedi la Casa della Salute di Ferentino rimasta vuota);
12. il riconoscere a dirigenti ora per allora somme per incarichi di strutture all’epoca inesistenti (vedi la delibera n. 1839 del 6/11/2017 in cui viene riconosciuta una lauta somma per un ipotetico incarico di UOC svolto negli anni 2004-2006 la cui struttura è stata istituita dopo il 2010);
13. l’acquistare attrezzature tecnologiche strumentali e accorgersi solo dopo l’acquisto dell’impossibilità di allocazione per gli spazi ristretti del locale preposto;
14. il trascrivere fatti non rispondenti al vero negli Atti Formali (esempio la convenzione stipulata, in cui si legge “con delibera n. 640 del 5 maggio 2016 è stato emesso avviso di mobilità (…) a tale procedura ha partecipato ed è risultato vincitore dott. A.M. nominato con effetto 16 settembre 2016”. Di fatto la delibera succitata notifica “di non ammettere all’avviso di mobilità il dottor A.M. in quanto dipendente di Struttura che non rientra tra le strutture accreditate del SSR);
15. utilizzare il principio della “somma urgenza” nel procedere al rifacimento strutturale all’interno di ospedali dovuto a fatti accidentali a distanza di anni dall’accadimento;
16. l’attribuire incarichi di UOC con semplici conciliazioni eludendo l’obbligo dell’indizione di avviso pubblico con tanto di prove selettive;
17. distogliere personale esperto nelle gare di appalto e affidarlo ad interim ad altro dirigente stracarico di attività interne ed esterne della Asl, contestualmente conferire ulteriori incarichi a supporto del dirigente».

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