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Colfelice, 250 tonnellate al giorno di rifiuti da Roma. Quadrini: “Ennesimo film già visto, non staremo a guardare”

I rifiuti di Roma ancora in Ciociaria. Ben 250 tonnellate al giorno che l’Ama, l’azienda municipalizzata per l’ambiente della Capitale, trasferisce nel basso Lazio alla Saf di Colfelice dove in questi giorni è ripreso quel viavai di camion che lasciano percolato sull’asfalto ciociaro. Lo scorso 28 giugno, durante l’assemblea della Saf, i sindaci del Frusinate avevano approvato la decisione di non accogliere più i rifiuti provenienti da fuori provincia e, comunque, di non proseguire e rinnovare i contratti in scadenza il 31 dicembre 2017. Un provvedimento che, però, l’emergenza di Roma sta al momento rendendo inutile. Per lunedì 15 è convocata l’assemblea dei soci della Saf e al palazzo della Provincia non si annuncia una riunione semplice.
Sull’argomento torna a parlare il consigliere provinciale capogruppo di FI e presidente della XV Comunità Montana Gianluca Quadrini, che afferma: «I residenti della zona hanno lamentato odori nauseabondi. I sindaci ciociari lo scorso anno hanno già deliberato di non accettare più questi rifiuti nell’impianto di Colfelice a partire dal 1 gennaio 2018. È inconcepibile qualsiasi ipotesi di aumento dei costi di ingresso dei rifiuti nell’impianto Saf di Colfelice, poiché significherebbe far ricadere sui cittadini l’incapacità di Roma e di chi la governa di fronteggiare l’emergenza spazzatura. Il problema è che fra pochi giorni nella Capitale potrebbe mettersi in moto una vera e propria escalation, di cui inspiegabilmente nessuno sembra preoccuparsi nella giunta 5 Stelle. Se non che risolvere trovando soluzioni fuori casa».
«Noi istituzioni politiche ciociare diciamo no ai rifiuti di Roma e siamo pronti a tutto, anche ad alzare le barricate pur di difendere il nostro territorio ed agire per la salute dei cittadini. È inaccettabile che il nostro territorio debba smaltire l’immondizia prodotta a Roma, il ciclo dei rifiuti deve essere, invece, chiuso all’interno della città. Se si indica una via diversa è solo per miopia e incapacità gestionale che non possono ricadere sulle spalle dei cittadini ciociari. La sindaca Raggi individui una volta per tutte una soluzione per chiudere il ciclo dei rifiuti sul suo territorio. Noi ribadiamo che non siamo schiavi della sua spazzatura. Questo è un ennesimo film già visto che ha già causato danni enormi al nostro territorio. Stavolta non staremo a guardare. La provincia di Frosinone è insieme a Latina e alle altre del Lazio una risorsa sul piano turistico, economico e rappresenta, altresì, un volano per lo sviluppo della regione e, pertanto, abbiamo ulteriormente l’onere di difenderla dal punto di vista ambientale».

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