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Elezioni 2018, i numeri dicono che non c’è una maggioranza assoluta: chi formerà il governo?

I 5 Stelle esultano, il centrodestra si proclama vincitore, il Partito Democratico si prepara a una legislatura di opposizione. Intenzioni e interpretazioni dopo una lunga notte elettorale; ma adesso che cosa succede? Succede che i numeri dicono chiaramente che un governo non c’è. Nessuna delle forze politiche in campo ha raggiunto la soglia del 40% considerata il traguardo per una maggioranza assoluta alle Camere.
Sergio Mattarella cosa può fare? Visti i numeri che si vanno delineando alle Camere, non sarà semplice il compito del Capo dello Stato. Potrà, comunque, conferire un incarico esplorativo o pieno a un presidente del Consiglio. Se l’incaricato scioglie la riserva, poi potrà presentare la lista dei ministri al Colle.
Prima di arrivare a governare, il nuovo presidente del Consiglio dovrà far giurare il suo esecutivo e ricevere il voto di fiducia alle Camere. Il problema, però, è che i classici scenari che si aprono un minuto dopo la chiusura dei seggi al momento prevedono un governo possibile sulla carta, ma non molto attuabile politicamente. Stando ai numeri sarebbe possibile un governo M5S-Pd, ma la strada è molto poco praticabile se non impossibile. E in teoria sarebbe sufficiente per governare anche un’alleanza tra le forze politiche più anti-sistema: il M5S e la Lega, veri vincitori della tornata elettorale, avrebbero i numeri per la maggioranza assoluta. Sono gli stessi esponenti del centrodestra, però, in particolare di Forza Italia, a non credere a inciuci tra Salvini e Di Maio. Si torna, insomma, a parlare di governo di unità nazionale, di governo di scopo con tutte le forze politiche sedute a Palazzo Chigi. Ma siamo sicuri che sarebbe una strada percorribile? (Paolo Decrestina – Corriere della Sera)

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