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Frosinone, terreni vincolati nell’area Interporto: battaglia legale dei proprietari che chiedono un risarcimento

«Dopo tanti anni di ingiustizie subìte, abbiamo deciso di unirci per difendere la nostra proprietà. Lo dobbiamo soprattutto a chi, dopo immensi sacrifici, a noi l’ha lasciata in eredità pensando di garantirci un futuro di benessere». A parlare in questi termini è Francesco Arduini, presidente del neo costituito Comitato “Libera Proprietà” (pagina Facebook “Comitato Civico Libera Proprietà”), a cui hanno aderito più di cinquanta proprietari (titolari di più di 100 ettari) di lotti di terreno siti nel Comune di Frosinone e sottoposti a vincoli di indisponibilità di varia natura tra cui spicca quello Sif/Asi.
Tutti i proprietari di questi terreni, da più di 30 anni, in ragione dei predetti vincoli, non possono disporre in alcun modo della loro proprietà, non potendo né costruirvi né venderla, e, ciò malgrado, sono costretti a versare salati balzelli nelle casse del Comune di Frosinone che dette somme rivendica a titolo di Imu.
Lo sfogo prosegue: «Chi mediante enormi sacrifici – finanziamenti o vendita di altre proprietà – riesce a pagare dette imposte, da noi percepite come vera e propria richiesta di riscatto, invece di ottenere la possibilità di tornare ad essere proprietari liberi delle proprie terre, in cambio vede recapitarsi sempre e soltanto nuove e maggiori richieste di pagamento che, se insolute, sfociano in fermi auto, pignoramento delle pensioni e dei conti correnti bancari; è ora di porre fine a questo incubo ed è per questa ragione che abbiamo conferito mandato all’avvocato Riccardo Lutrario, già patrocinatore di decine di proprietari terrieri in analoghe condizioni, affinché intraprenda ogni strada utile per ottenere giustizia».
In tal senso interpellato, l’avvocato Lutrario, grato della fiducia accordatagli e consapevole della responsabilità assunta, ha garantito la celere attivazione di numerosi procedimenti volti ad ottenere congrui risarcimenti a favore dei propri assistiti, i quali, ha tenuto a precisare, non hanno mai inteso ostacolare la pianificazione industriale del territorio, ma non si capacitano di come, insieme all’ormai conclamato fallimento delle politiche di espansione industriale, debba accompagnarsi anche quello di centinaia di famiglie che hanno quale unica e sola colpa quella di possedere terreni ostaggio di vincoli sopravvissuti, a causa di colpevole inerzia, allo scopo ai quali erano preordinati.

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