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La ragazza del lago, a Piglio la presentazione del libro sulla tragica vicenda di Federica Mangiapelo

Una storia che porta con sé ancora oggi tanto dolore e rabbia. È quella di Federica Mangiapelo, la sedicenne che il 1° novembre 2012 fu trovata morta da un passante; il corpo era sulla spiaggia del lago di Bracciano, nei pressi di Anguillara Sabazia, paese vicino a Roma nel quale la stessa risiedeva. A conclusione delle indagini risultò che Federica venne uccisa, annegata, dal suo fidanzato, il ventunenne Marco Di Muro. La storia ha avuto un forte risalto a livello di cronaca nazionale, in seguito nacque il romanzo biografico “Federica, la ragazza del lago”, realizzato dallo zio di Federica, Massimo Mangiapelo, che da diverso tempo continua a girare tutta l’Italia per far conoscere questa tremenda e cruda storia per sensibilizzare il più possibile su questa piaga atroce che è la violenza sulle donne. Sabato prossimo, presso la sala polivalente del Comune di Piglio, nell’ambito di una serie di iniziative messe in programma dal sindaco Mario Felli, Mangiapelo presenterà il suo libro con l’ausilio dell’avvocato Francesca Arpino, di Michela Sevi del Centro antiviolenza “Fammi Rinascere” ed interverrà anche Luigi Mangiapelo, il papà di Federica. L’incontro sarà moderato dalla dottoressa Deborah Cuneo.
«Il tema della violenza può essere affrontato da tanti punti di vista dato che la violenza può essere subita in diversi contesti: familiari, di amicizia o professionali – commenta il sindaco di Piglio Mario Felli -. Purtroppo sono costanti i fatti di cronaca che sottolineano quanta violenza ci sia nei confronti delle donne da parte di chi dovrebbe essere un riferimento per loro. E questa scia di violenza trascina con sé nel dolore i familiari, che perdono una figlia, un’amica, una nipote. Vogliamo, dunque, partire con quest’opera ben curata di Massimo Mangiapelo, al cui interno delinea con le parti scritte in corsivo le sue sensazioni, i suoi ricordi e quelli degli amici di Federica, le impressioni, mentre le parti in stampato rappresentano la storia, nuda e cruda, di come l’autore ha vissuto questa esperienza drammatica. È, dunque, un’ottica particolare la sua, quella di chi conosceva Federica e che fa comprendere ai lettori quello che si prova quando si vive un’esperienza così drammatica e la scia di dolore che resta viva, come una fiamma eterna, nel ricordo di una nipote (e di una figlia nel caso dei genitori) che, nonostante la giustizia faccia il suo corso, nessuno potrà mai ridarti. Invito tutti a partecipare sabato alla presentazione del libro, soprattutto i genitori e gli adolescenti».

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