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Frosinone, società e allenatore immobili: nessuno fa niente per bloccare la crisi di risultati

La crisi di risultati – e di nervi, a guardare l’episodio che ha visto protagonista Dionisi in panchina – sembra inarrestabile. Da inizio febbraio il Frosinone è irriconoscibile: una squadra molle, priva di idee, senza cattiveria e stanca fisicamente. In questi due mesi e mezzo/quasi tre ci sono stati degli episodi che hanno fatto sperare in una rinascita, ma si è sempre trattato di avvenimenti isolati: è mancata la continuità di risultati e anche di prestazioni e così il Frosinone è scivolato sempre più giù in classifica, fino al quarto posto attuale.
Cosa è stato fatto in questo periodo per dare una sterzata alla stagione? Poco o niente. Moreno Longo sembra ormai in balìa degli eventi: se un giocatore come Dionisi, che in questa stagione è sceso in campo anche quando non era chiaramente in una condizione sufficiente, arriva a contestare così platealmente una sostituzione, allora c’è da porsi dei seri interrogativi sulla capacità dell’allenatore di tenere in pugno lo spogliatoio. E anche dal punto di vista tattico, Longo non ha saputo farsi venire in mente nessuna idea di gioco per risollevare la sua squadra. Il tecnico è troppo legato a uno schema e in campo la sua mano non si vede. Anzi, il Frosinone gioca peggio ora rispetto a qualche mese fa. Insomma, non ci sono stati progressi nel corso della stagione.
Quando si parla dell’allenatore, però, bisogna anche farsi delle domande su quanto venga aiutato dalla società. La società ha messo Longo nelle migliori condizioni di lavorare? La società ha fatto in modo di rimotivare un gruppo di giocatori che forse a Frosinone ha fatto il proprio tempo? La società ha avuto il coraggio di intervenire all’interno dello spogliatoio, magari assumendo decisioni più adeguate rispetto all’inefficace ritiro di Roma dei giorni scorsi? La società ha capito che esistono delle forti tensioni tra alcuni giocatori e il tecnico?
L’immobilismo di tutti lascia stupefatti: il Leone sta scivolando sempre più in basso e nessuno fa niente. Visti gli investimenti economici e la pubblicizzazione del progetto Frosinone come esempio per il calcio italiano, un nuovo fallimento tecnico sarebbe questa volta disastroso. (Gabriele Margani)

Foto di Luca Lisi

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