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La Spezia, pensionato aggredito da un gabbiano: finisce al pronto soccorso

Un gabbiano in picchiata ha attaccato e ferito al capo un passante che stava passeggiando al Porto Mirabello, a La Spezia, e l’uomo è finito all’ospedale, fortunatamente non in gravi condizioni.
Il singolare episodio è avvenuto qualche giorno fa. Protagonista dell’incidente, davvero inconsueto, Roberto Baldi, pensionato, ex dirigente dell’Oto Melara. L’uomo stava camminando tranquillamente lungo le banchine del porto, approfittando della bella giornata di sole. L’uccello l’ha proprio preso di mira. Basti pensare che l’ha attaccato una prima volta, ma il tentativo è andato a vuoto. Sembrava tutto finito lì e il pensionato ha proseguito la passeggiata. Ma il gabbiano ha riprovato e questa volta con successo. «È stato davvero molto aggressivo – racconta ancora sotto choc l’uomo -. Mi ha attaccato una prima volta, pensavo che si fosse allontanato, invece è tornato all’assalto e mi ha colto di sorpresa, colpendomi in testa con il suo forte becco. È successo tutto in una manciata di secondi. Non credevo che i gabbiani fossero così cattivi». Baldi ha ricevuto le prime cure dal personale del Porto Mirabello. Quindi il pensionato, con le sue forze, ha raggiunto il pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea dove il medico di turno, coadiuvato dal personale infermieristico, gli ha riscontrato una contusione cranica giudicata guaribile in cinque giorni. Successivamente il personale dell’astanteria l’ha sottoposto alla vaccinazione antitetanica, una profilassi di routine nei casi di morsi di animali, oltre alla prescrizione di alcuni antibiotici.
Secondo gli esperti, i gabbiani si rendono pericolosi anche con l’uomo perché in questa stagione nidificano e la presenza poco distante dei piccoli li rende molto aggressivi, per la paura che qualcuno possa fare loro del male. È proprio questo, infatti, il periodo in cui i piccoli si stanno involando, con gli esemplari adulti che si dedicano a fare buona guardia. Ormai la città di La Spezia è diventata il loro ambiente. La loro invasione dalle scogliere ha colonizzato a macchia d’olio un po’ tutti i quartieri, specie quelli del centro storico e della prima periferia. È sempre più facile trovarli mentre con il becco aprono i sacchetti dell’umido sistemati fuori dai portoni dei palazzi e, alla ricerca di cibo, lasciano sparpagliata la spazzatura sull’asfalto.

Fonte: Il Secolo XIX

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