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Quel silenzio surreale del Benito Stirpe al triplice fischio. Più eloquente di qualsiasi contestazione

Minuto 94 della sfida Frosinone – Foggia. Dopo il recupero, l’arbitro Sacchi fischia la fine del match. Un lungo silenzio accompagna gli istanti successivi al “drammatico” epilogo della partita. Per qualche minuto il Benito Stirpe rimane zitto al cospetto di quanto è appena avvenuto. In Curva Nord i tifosi restano al loro posto e solo negli altri settori qualcuno imbocca l’uscita dello stadio.
È stato surreale quel silenzio. Ed anche eloquente. In quel momento non si aveva voglia di manifestare in alcun modo la propria delusione. È stata una sorta di frattura tra pubblico e squadra: l’indifferenza come arma per esprimere il proprio dissenso. Solo quando lo speaker ha chiesto allo stadio di applaudire i giocatori, sono partiti i fischi. Inevitabili, meritati, doverosi. Ma il silenzio, quello durato uno spazio di tempo che è sembrato interminabile, è stato ancora più pesante. (Gabriele Margani)

Foto di Luca Lisi

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