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L’equilibrio di Stirpe contro la rissosità di Zamparini, la differenza tra il Leone e il Palermo è nei loro patron

I punti in comune possono essere racchiusi in una brevissima lista: lo stesso nome, Maurizio, e l’essere a capo di una società di calcio. Per il resto Stirpe e Zamparini viaggiano su universi lontanissimi tra loro.
Tanto pacato e ragionevole l’uno, quanto rissoso e sguaiato l’altro. Il solco che separa il Frosinone dal Palermo è tutto nei loro proprietari. E in queste ore di stucchevole e stancante rincorsa… al ricorso da parte del patron rosanero, la differenza di stile tra i due si nota in maniera ancora più evidente.
Stirpe è un presidente lungimirante, che non si lascia trasportare dall’emotività del momento. Con lui gli allenatori possono essere certi di completare il lavoro almeno fino al termine della stagione: Maurizio, quello giallazzurro, riesce a non farsi trascinare dalle pressioni della piazza quando i risultati sono negativi. A Frosinone si crede nel concetto di continuità e i risultati alla fine pagano sempre. Viceversa l’altro Maurizio, quello rosanero, è un “padre padrone” che si sente in diritto – lo ha affermato lo stesso Zamparini – di criticare aspramente il lavoro del proprio allenatore perché è lui a cacciare i soldi. I rosanero hanno un proprietario che deride le squadre avversarie («Il Frosinone ha giocatori di Serie B», disse nel 2016 quando le due squadre stavano cercando di evitare la retrocessione dalla A); i giallazzurri hanno un massimo dirigente che risponde con educazione a qualsiasi provocazione: basti ricordare l’eleganza con la quale Stirpe reagì alle frasi di Lotito registrate in quella famosa telefonata. Zamparini non accetta la sconfitta – palese, netta, maturata sul campo – e ricorre a qualsiasi organo per cercare di ribaltare un legittimo risultato ottenuto dal Frosinone; Stirpe, invece, all’indomani dell’ultima retrocessione, proprio quella di due anni fa dalla Serie A, disse che il Frosinone l’aveva meritata.
L’irruenza di Zamparini contro l’equilibrio di Stirpe. I due patron sono accomunati dallo stesso nome, ma hanno idee diametralmente opposte sulla gestione di una società di calcio. E se oggi il “piccolo” Frosinone si trova un gradino più in alto rispetto al più blasonato Palermo, le ragioni sono tutte da ricercare nella differenza tra i due proprietari. (Gabriele Margani)

Foto di Martina Terrinoni

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