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“Quel cane che ci deve dei soldi”. Nelle intercettazioni dei Casamonica spunta il nome di Marco Baldini

«Per tanti anni si è detto che a Roma la mafia non esisteva. La mafia è un modus operandi e a Roma è forte». Parole di Giuseppe Governale, direttore della Direzione investigativa antimafia. E ci sono anche nomi illustri tra le vittime dell’usura del clan Casamonica, potente famiglia criminale romana cui la Procura ora contesta l’aggravante mafiosa.
Da Marco Baldini a Luciano, uno dei due figli adottivi di Franco Zeffirelli, sono tra i nomi che compaiono nel fascicolo a carico di Consiglio e Rocco Casamonica. L’ex spalla di Fiorello, oltre a essere famoso per le sue conduzioni radiofoniche, è noto per il suo tormentato rapporto con il gioco d’azzardo. Baldini non ha mai fatto mistero di essere entrato in una spirale senza via d’uscita, di essersi indebitato e che, in qualche circostanza, avrebbe addirittura tentato il suicidio.
Nell’ordinanza firmata dal procuratore aggiunto della Dda Michele Prestipino, si evince come il conduttore radiofonico fosse entrato nel mirino di Consiglio e Rocco Casamonica. Baldini, infatti, era considerato dal clan “debitore in solido” con Enrico Migliarini. Per un prestito di 10 mila euro, il clan pretendeva un interesse del 600% in sei anni: con 10 mila euro si sarebbe potuto ottenere un ritorno di circa 600 mila euro.
«Mi sono rotto di pagare per Marco, devi sentire lui», si legge in un’intercettazione riportata da Roma Today.
Migliarini avrebbe avuto la “responsabilità” di aver presentato Baldini a Consiglio Casamonica, meglio noto come “Simone”, che non vuole sentire ragioni: «Ma è colpa mia se mi hai presentato quel cane?».
Baldini prende tempo, chiede giorni e prova a rassicurare “Simone”, che, dal canto suo, ha il ruolo di tenere a bada il clan: «Io ho un debito verso di te, tu mi hai fatto quella cortesia e ci si deve vedere», temporeggia il conduttore radiofonico.
«Simone, io sono non alla frutta, di più! Cioè, io non so cosa fare, non posso più campare, sono assediato da 20 persone, a tutti ho detto di aspettare un po’, nessuno aspetta». Baldini prosegue affermando di aver firmato un nuovo contratto di lavoro: «Mi ha detto “Non me ne frega un cazzo, trovali” (rivolgendosi a Migliarini). Cioè io più di così non posso fare, proprio non ce la faccio. Non sto parlando di te, ero assediato, non fila più nessuno e mi vengano tutti addosso Simone. Tutti».
Casamonica replica: «Lo so, quello che potevo l’ho fatto, mica posso darli io».
Baldini conclude: «Ma se si tratta di poca roba, io la prossima settimana ce l’ho. Tipo 3 mila, 4 mila, 5 mila posso anche avere la prossima settimana ma di più non riesco».
Tra le vittime di usura del gruppo anche uno dei figli di Franco Zeffirelli. “Simone” concede finanziamenti anche a Luciano.
Rocco Casamonica, invece, lo fa addirittura da sorvegliato speciale. Con le consuete minacce. A lui per 20 mila euro applica un tasso annuo del 30%. I componenti del clan Casamonica, tuttavia, tra qualche eccezione non hanno avuto bisogno di usare la violenza.

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