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Braccianti scalzi sui campi e sfamati in una stalla, un arresto e due indagati a Terracina

Hanno trovato alcuni braccianti agricoli indiani al lavoro completamente scalzi e doloranti sulla terra cocente. Erano costretti a sgobbare anche per oltre dodici ore al giorno, tutta la settimana. Blitz della polizia a Terracina, dove è stato arrestato un imprenditore agricolo, Massimiliano Cimaroli, 41 anni. Altre due persone sono indagate.
L’operazione degli agenti del commissariato di polizia della stazione marittima è scattato dopo giorni di appostamenti e verifiche sulle attività all’interno dell’azienda. Alcuni poliziotti si sono travestiti da braccianti e hanno attraversato i campi, fino a notare i lavoratori stranieri impegnati senza i dispositivi minimi di sicurezza. In gran parte erano clandestini. Il blitz degli investigatori è scattato utilizzando pure auto e personale in abiti civili. Per procedere ai controlli, l’area dell’azienda è stata circondata. Identificati tutti i lavoratori stranieri, gli agenti hanno trovato sul posto anche l’imprenditore di Terracina. La polizia ha accertato che l’uomo risiede in una lussuosa villa, sede della sua ditta.
Individuati altri due soggetti che si trovavano nell’area interessata dal raccolto e che, come emerso dalle indagini, svolgevano funzioni di controllo dei lavoratori stranieri. Secondo quanto accertato dagli agenti del commissariato di Terracina, i braccianti agricoli erano sottoposti a reiterata violazione non solo dell’orario di lavoro, ma anche dei riposi e delle ferie. La loro retribuzione era, nelle migliori delle ipotesi, più che dimezzata. Uno solo dei braccianti aveva un contratto di lavoro, ma in busta paga, stando sempre agli accertamenti della polizia, percepiva meno di un terzo di quello che avrebbe invece dovuto ottenere.
I braccianti agricoli ricevevano una paga di quattro euro l’ora, senza alcun aumento per il lavoro durante i giorni festivi. Nell’azienda i poliziotti hanno anche documentato carenze sul rispetto delle norme di sicurezza e di igiene. I lavoratori stranieri erano, inoltre, costretti a mangiare dentro una stalla-mangiatoia, dove erano accatastati agenti chimici e fitosanitari. Per l’imprenditore Cimaroli è così scattato l’arresto con l’accusa di sfruttamento del lavoro per aver impiegato manodopera in condizioni degradanti e in stato di bisogno. L’uomo è stato portato ai domiciliari. Denunciati in stato di libertà due indiani, di 28 e 58 anni, per aver svolto incarichi di sorveglianza dei braccianti sfruttati.

Fonte: Antonio Mariozzi – Corriere.it

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