Atuttapagina.it

Frosinone-Palermo, un’estate di ricorsi: la verità è che manca la cultura della sconfitta

Più che di calcio giocato, quello nella tournée canadese, o di calciomercato, negli ultimi due mesi a Frosinone si è parlato quasi solo di ricorsi, sentenze, giudizi e appelli. Il club giallazzurro si è ritrovato coinvolto in una vicenda che ben poco ha a che fare con il campo e molto di più riguarda, invece, i tribunali sportivi.
Il caso è ben noto: la tanto discussa finale di ritorno dei play-off di Serie B tra il Frosinone e il Palermo. Pietra dello scandalo, per i rosanero, sono stati i palloni gettati in campo durante la partita. Un gesto, va detto a chiare lettere, che non ha influito sul risultato finale. Oppure qualcuno pensa che il Palermo non sia stato promosso per via di quegli episodi? Bisogna essere realmente faziosi per sostenere una tesi del genere.
La verità è che il Frosinone è entrato in campo, fin dal fischio d’inizio, più “arrabbiato”, più determinato, più voglioso di vincere. Negli ultimi quattro mesi della scorsa stagione, forse in una sola partita il Leone ha strappato meritati applausi ai suoi tifosi: quella del 16 giugno. Insomma, il Frosinone in quei 90 minuti è stato superiore al Palermo. Il resto sono giustificazioni da perdenti.
E il riferimento è, più che ai tifosi rosanero, rivolto al patron Maurizio Zamparini. Il proprietario del Palermo ha sollevato un tale polverone da riuscire nell’impresa di nascondere le sue colpe e quelle della squadra per la mancata promozione. Se oggi il Palermo non è in Serie A, è solo per propri demeriti e non per i palloni entrati in campo in quella finale. Zamparini, però, da vecchia volpe del calcio italiano ha finito per buttarla in rissa, aggrappandosi alle istituzioni calcistiche per fare giustizia là dove ingiustizia non c’era stata.
E così siamo arrivati al 29 agosto e ancora il Frosinone non sa quando potrà iniziare a giocare nel proprio stadio. È stucchevole dover parlare di altro che non sia la tattica, un gesto tecnico, la condizione atletica o quella mentale del Leone. Vorremmo parlare solo di campo e, invece, il tema del giorno è anche quello dei ricorsi e dei controricorsi. La verità è che in Italia manca la cultura della sconfitta: non si accetta il verdetto sportivo e allora si cerca di sovvertirlo in ogni modo. E tutto ciò è triste e patetico. (Gabriele Margani)

Potrebbero interessarti

Commenti

Questo sito utilizza i cookies; utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire l'utilizzo dei cookies.
Ulteriori Informazioni