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In un calcio dominato dai presidenti di professione, fortunati i tifosi del Leone ad avere Stirpe

Aurelio De Laurentiis patron del Napoli e adesso anche del Bari. Maurizio Zamparini che molla il Venezia per assumere il controllo del Palermo. Claudio Lotito che si divide tra la Lazio e la Salernitana. Enrico Preziosi proprietario del Como e successivamente del Genoa. E questi ultimi due, pure interessati all’acquisizione del Bari finito adesso nelle mani del produttore cinematografico.
Più che un affare di cuore, per alcuni imprenditori il calcio è un affare e basta. Non contano la passione e l’affetto per una ben determinata realtà calcistica. De Laurentiis, Zamparini, Lotito, Preziosi e tanti altri fiutano l’affare e vendono o acquistano una società di calcio a seconda del proprio tornaconto personale. Per carità, tutto è lecito e tutto è regolare: non ci sono norme che vengono violate, né leggi che sono aggirate.
Però ad essere oltraggiati sono i sentimenti dei tifosi. A Napoli, ad esempio, ben pochi sostenitori azzurri hanno accolto con felicità la notizia dell’ingresso di De Laurentiis, patron partenopeo, alla guida del Bari. La stessa cosa dicasi per i tifosi della Lazio, non esattamente euforici di un presidente proprietario anche della Salernitana. Come può un presidente amare, contemporaneamente, due squadre di calcio? È questa la domanda che si fanno i tifosi in alcune città d’Italia.
A Frosinone, invece, questi problemi non esistono. Qui c’è un uomo alla guida del club da 15 anni: Maurizio Stirpe è un esempio di attaccamento ai colori e di coerenza. E allora risultano fortunati quei tifosi che hanno un presidente innamorato di una sola squadra, quella del proprio territorio. Sono fortunati i tifosi del Frosinone. (Gabriele Margani)

Foto di Martina Terrinoni

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