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Aquinum, ritrovate tre teste di età romana: “Una di esse è il volto di Giulio Cesare”

Si potrebbe dire che è spuntata dal cielo. Eppure era lì, sotto cumuli di terra, da chissà quanto tempo. È, infatti, grazie ai droni e alle riprese aeree dell’antica colonia romana di Aquinum se il gruppo di archeologi dell’Università del Salento ha fatto un ritrovamento eccezionale: una testa, in marmo, del condottiero Giulio Cesare. Insieme al volto di Cesare anche altre due teste appartenenti a statue: una, ricciola e barbuta, che probabilmente raffigurava Ercole e una terza, velata, di una donna ancora da identificare.
Questa importante scoperta è appena stata fatta dagli archeologi italiani impegnati negli scavi di un’area prima privata e ora acquisita dal Comune, nel territorio di Castrocielo. Da dieci anni infatti, con varie campagne, i ricercatori dell’Università del Salento stanno conducendo studi sull’area che allora apparteneva alla grande città di Aquinum, sito strategico in età romana.
Qui gli archeologi diretti da Giuseppe Ceraudo dell’Università del Salento hanno deciso di far alzare in volo i droni in un punto vicino all’antico teatro per ottenere analisi più approfondite dell’area. «Abbiamo subito notato una crescita differenziata dell’erba – racconta a Repubblica Ceraudo – e così abbiamo capito che in quel punto poteva esserci qualcosa».
Erano i resti di un grande edificio porticato disposto lungo la via Latina che «probabilmente, vista la posizione centrale all’interno della colonia, sono da mettere in connessione con il Foro, il cuore della città. Lì, scavando, abbiamo trovato l’angolo del porticato: nel punto in cui si connetteva con una strada c’erano le tre teste».
Scolpite nel marmo, probabilmente appartenenti a un periodo tra l’«età Augustea e la Giulio Claudia», le tre teste appaiono «abbastanza ben conservate, ma ora sono necessarie altre indagini. Per somiglianza ad altre raffigurazioni siamo convinti che quella principale sia proprio relativa a Cesare. È un ritrovamento inusuale: tra predoni, terremoti, eventi del passato e zone sommerse è difficile riuscire a recuperare reperti di questo tipo e siamo molto felici per esserci riusciti», spiega ancora Ceraudo.
Un patrimonio che, tra l’altro, sarà visibile in anteprima assoluta al’interno dell’Area Archeologica di Aquinum proprio in questi giorni in occasione dell’Open Day di apertura al pubblico che si svolgerà il 29 e il 30 settembre.
Nell’intero sito, tra il Tempio di Diana e le grandi Terme Centrali, stanno pian piano venendo alla luce sempre più reperti. In realtà, precisano ancora i ricercatori, si tratta di una parte minuscola rispetto a quello che potrebbe esserci nascosto sotto il terreno. «L’area di Aquinum era superiore a 100 ettari. Quella che stiamo analizzando noi, grazie a Comune e privati, è di appena 8 ettari. E in particolare quella dove abbiamo trovato le teste è di un ettaro solo: significa che abbiamo esplorato un centesimo dell’esplorabile».
Gli archeologi sono certi che continuando a scavare verranno alla luce «opere che riusciranno a raccontarci ancora la storia e l’età romana in tutta la sua magnificenza». E chissà che scavando più a fondo «non spuntino anche i corpi di Cesare, Ercole e la donna», conclude speranzoso Ceraudo.

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