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“Niente Erasmus in Nord Africa”. La Lega si oppone agli scambi tra studenti

Il governo italiano non ci sta a costruire ponti tra università e centri di ricerca dei due lati del Mediterraneo. Lo ha proposto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, che ha lanciato, la scorsa settimana, «una nuova alleanza tra l’Europa e l’Africa» per gli investimenti e l’occupazione che dovrebbe puntare, tra l’altro, «ad adeguare le competenze all’offerta di lavoro, anche attraverso borse di studio e programmi di scambio, in particolare nel quadro di Erasmus+». Mentre Unimed, l’Unione delle Università del Mediterraneo fondata nel 1991, ha fatto un punto fermo del suo programma l’integrazione nel Mediterraneo e l’estensione di progetti culturali universitari e gli scambi tra atenei.
La maggioranza è, invece, andata in cortocircuito proprio sull’estensione del programma Erasmus, il programma dell’Unione per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport. Il punto era in discussione nella XIV Commissione Affari Europei della Camera, relatrice la deputata Pd Marina Berlinghieri. La commissione aveva espresso – tra l’altro – parere favorevole «ad adottare le opportune iniziative per estendere, in futuro, il programma di scambio Erasmus anche ai Paesi che non sono membri dell’Unione europea, come quelli appartenenti al nord del Mediterraneo, al fine di favorire un processo di integrazione che non sia circoscritto ai confini comunitari». Questo il testo che avrebbe dovuto essere votato nella seduta di martedì mattina e nei giorni scorsi il M5S si era espresso favorevolmente a proposito di un’estensione dell’Erasmus anche ai Paesi del Nord Africa. Ma nella bozza approdata in commissione l’apertura del M5S al Nord Africa è sparita. Che cosa è successo?
Dopo un confronto decisivo tra M5S e Lega, martedì mattina è arrivata la richiesta di cancellare il riferimento ai Paesi del Nord Mediterraneo come possibili sedi Erasmus. Di qui il testo finale, votato anche dalla Lega, parla genericamente di estensione del programma «anche ai Paesi che non sono membri dell’Unione europea». Lo scorso anno il programma Erasmus ha festeggiato i suoi 30 anni. “Erasmus+ Europa-Africa” significherebbe non soltanto accogliere studenti e ricercatori africani attraverso un programma euro-africano, ma anche incoraggiare i loro coetanei europei a recarsi in Africa per imparare, scambiare e innovare.

Fonte: Antonella De Gregorio – Corriere.it

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