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L’amore e la pazienza dei tifosi del Leone meritano di meglio, è ora che la squadra li ripaghi

I giocatori arrivati in estate forse non ne sono a conoscenza e, allora, dovrebbero farsi raccontare dai “superstiti” del 2016 che cosa furono capaci di fare i tifosi del Frosinone in quella commovente primavera: applausi sinceri e di gratitudine a una squadra che stava retrocedendo costituirono un’indimenticabile immagine regalata all’Italia calcistica.
Perché questa premessa? Perché nessuno deve sentirsi in diritto di dire che a Frosinone il pubblico non sia maturo e riconoscente. Questa è una piazza nella quale il risultato passa in secondo piano se vede da parte della squadra determinazione e furore agonistico, onore e attaccamento alla maglia.
Quest’anno, finora, i tifosi hanno fatto di più. Hanno incoraggiato la squadra anche di fronte a prove incolori, se non del tutto mediocri. Hanno voluto stringersi attorno a un gruppo del tutto rinnovato per far capire agli ultimi arrivati quanto la gente voglia bene al Leone. Da parte della Curva Nord e del “Benito Stirpe” tutto ci sono stati applausi e manifestazioni d’affetto, nonostante risultati e, soprattutto, prestazioni assolutamente negativi.
Ora, però, è giunto il momento che la squadra saldi parte del debito nei confronti della propria gente. La fiducia attribuita ai calciatori merita di essere ripagata con un diverso atteggiamento a partire da adesso. L’amore, la passione, perfino la pazienza dei tifosi hanno il diritto di essere ricambiati da un Frosinone più combattivo rispetto a quello visto finora, pur con tutti i limiti tecnici di una squadra allestita in maniera scriteriata. (Gabriele Margani)

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