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Mercato deficitario, allenatore inesperto e squadra demotivata: tutti i problemi del Frosinone

Quella contro il Torino non è stata la peggiore partita del Frosinone. Anzi, è stato incoraggiante l’atteggiamento visto nel secondo tempo: questa volta, almeno, la reazione d’orgoglio c’è stata. Però ciò che conta è il risultato e quello è stato un’altra volta negativo. Il Frosinone paga una lunga serie di errori commessi in questi ultimi 4 mesi. Errori rintracciabili a tutti i livelli: società, squadra e allenatore.
Intanto il calciomercato. Dopo 8 partite può essere fatto un primo bilancio e il campo ha dato una bocciatura totale delle operazioni effettuate in estate. Aver scelto di stravolgere la rosa ingaggiando addirittura 16 nuovi giocatori non si è rivelata una mossa azzeccata. Era nota l’esigenza di dover rinforzare un organico che ha ottenuto la promozione soffrendo terribilmente negli ultimi 4 mesi della precedente stagione, però bisognava intervenire in maniera chirurgica. Sarebbero bastati una decina di volti nuovi in meno, ma dovevano essere giocatori davvero in grado di ben figurare in Serie A. E, invece, si è deciso di ingaggiare calciatori con la stessa velocità con la quale si fa la spesa in un supermercato. La perplessità su alcune mosse, poi, impone delle domande. Perché, dopo anni in cui si erano gettate le basi di un’intelligente programmazione, è stata fatta piazza pulita di tutto? Perché non puntare sulla compattezza e sull’affiatamento di un gruppo storico che nella precedente esperienza in Serie A, pur retrocedendo, aveva dimostrato che con la forza dello spogliatoio si poteva colmare il gap tecnico nei confronti delle altre squadre? Perché non si è creduto nel senso di appartenenza che alcuni giocatori ceduti in estate avevano mostrato di avere? Perché non si è investito su un elemento che per l’obiettivo salvezza sarebbe stato fondamentale, come un bomber da doppia cifra? Perché fare mercato con gli esuberi di una squadra modesta come l’Udinese o con i calciatori del Chiasso, Serie B svizzera? Perché i tre stranieri arrivati dai campionati esteri – Campbell, Ardaiz e Vloet – finora hanno visto più l’infermeria e il lettino della fisioterapia che non il campo? Perché l’esclusione di Sammarco, ritenuto troppo anziano, per far posto a centrocampisti che, rispetto a Paolo, hanno appena un anno in meno?
Gli errori commessi in sede di calciomercato dalla società non devono, comunque, essere un alibi per la squadra. Al di là degli evidenti limiti tecnici, i giocatori hanno manifestato carenze caratteriali. E queste non sono tollerabili. Il Frosinone spesso è apparso spento, svuotato di stimoli, senza mordente e quasi senza voglia. Una squadra meno forte delle altre dovrebbe compensare con la determinazione, ma tra i giallazzurri questo è accaduto solo di rado. Sembra quasi che il Frosinone non abbia fiducia e dopo poche giornate di campionato è gravissimo.
Fiducia che dovrebbe pure essere data dall’allenatore, in realtà. Moreno Longo finora ha confermato i timori che molti avevano alla vigilia di questo campionato: il tecnico è inesperto e, in una categoria nella quale ci sono tantissime “vecchie volpi” della panchina, questo è un problema serio. Inoltre, continuare ad insistere sulla difesa a 5 non ha prodotto risultati concreti. Forse già nelle prossime ore l’allenatore verrà licenziato e pagherà anche colpe altrui, però la sensazione è che Longo non riesca a dare una scossa ad un Leone che avrebbe bisogno di una vera impresa per togliersi dalla situazione in cui si è cacciato. (Gabriele Margani)

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