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Vendono l’azienda e come ultimo atto regalano un milione di euro ai dipendenti

La proprietà vende l’azienda a una multinazionale. Ma nel dire addio ai lavoratori infila in busta paga un regalo da un milione di euro. Succede nei dintorni di Torino, a Rivoli, nel quartier generale di Olsa, l’azienda di fanali per automotive che è stata ceduta questa estate al colosso canadese della componentistica Magna International. Nei prossimi giorni ci sarà il passaggio ufficiale di consegne. Escono di scena Alberto Peyrani, presidente e azionista di maggioranza, e gli altri soci Massimo Pedrana, Bruno Ressico, Eugenio Bosco, quel gruppo di imprenditori che ha trasformato la piccola azienda torinese nata nel Dopoguerra in una multinazionale “tascabile” dei sistemi di illuminazione per vetture: 285 milioni di ricavi e 3.000 dipendenti con sei stabilimenti, due in Italia (a Moncalieri e Santena) e gli altri in Polonia, Messico, Cina e Brasile.
Venerdì agli addetti italiani, circa 600, arriverà un premio sotto forma di un assegno da un milione di euro. Quasi una mensilità di stipendio in più in busta paga. Ma al di là del valore della somma che incasseranno operai e impiegati, per gli ex soci di Olsa è importante dare un segnale concreto di gratitudine. Soprattutto oggi in un territorio dove delocalizzazioni e cessioni di impresa si moltiplicano senza mostrare troppo riguardo per i lavoratori. «È un premio per dire grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questa avventura di impresa», commenta Massimo Pedrana, l’imprenditore torinese che ora siede nel Cda del Circolo dei Lettori. «Noi soci siamo tutti over 65: è venuto il momento di avviare un passaggio generazionale e di consentire all’azienda di compiere quel salto dimensionale necessario per meglio competere nel mondo. Ma non dimentichiamo i compagni di questo lungo viaggio». Negli scorsi giorni gli imprenditori si sono recati negli uffici, nei centri di ricerca e negli stabilimenti torinesi di Olsa per congedarsi dai lavoratori. Tante strette di mano. E più di un momento sull’onda della commozione. «Con tante di queste persone abbiamo trascorso quasi 40 anni assieme, momenti belli e anche meno belli, ma sempre uniti», spiega Pedrana. Dal 1° novembre i centri produttivi di Olsa, che saranno guidati ancora dall’attuale ad Stefano Cassis, faranno capo a un gruppo da quasi 40 miliardi di dollari presieduto per la parte meccatronica e lighting da John O’Hara. «Il mondo dell’auto vive giorni di profondi cambiamenti. Il fanale è diventato un oggetto molto sofisticato. Con l’arrivo della guida autonoma i sistemi di illuminazione, l’illuminazione e i led saranno decisivi. Servono grandi investimenti che solo una multinazionale può garantire», precisa Pedrana. Fino a venti anni fa Olsa aveva in Fiat il suo principale interlocutore d’affari. Oggi il Lingotto è uno dei tanti clienti. L’azienda di Rivoli è fornitore di gruppi di illuminazione per case automobilistiche tedesche e asiatiche. Con l’arrivo di Magna si spalancano le porte di nuovi investimenti. «L’attuale assetto produttivo italiano verrà conservato – spiega Bruno Ieraci di Fiom Cgil – e ci auguriamo che la nuova proprietà possa intraprendere nuovi investimenti e nuove assunzioni».

Fonte: Christian Benna – Corriere della Sera

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