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Special Olympics compie 50 anni, la rivoluzione dell’inclusione

La rivoluzione dell’inclusione è già iniziata e passa attraverso l’entusiasmo degli Atleti che nella prestigiosa sede del palazzo dei Congressi dell’Eur, a Roma, questa mattina racconteranno come lo sport abbia cambiato in meglio la qualità della loro vita. Nei suoi primi 50 anni Special Olympics ha lavorato per affermare il diritto delle persone con disabilità a praticare gioco e sport e ad essere integrate nella società. Ora è arrivato il momento della piena inclusione, quello in cui tutti possono essere ispiratori di valori quali lealtà, amicizia, solidarietà, amore ed esempio per l’intera umanità. La Convention è un evento fondamentale per la diffusione del messaggio e dei valori di Special Olympics, a cui parteciperanno centinaia di Atleti in rappresentanza delle società sportive affiliate nelle cinque province.
«Questo evento arriva in un momento importante per il nostro movimento – spiega la direttrice regionale del Team Lazio, Stefania Cardenia – perché ci troviamo in una fase di verifica. Se ci voltiamo indietro, la strada indicata dalla nostra fondatrice Eunice Kennedy Shriver è stata percorsa. Ora dobbiamo impegnarci a difendere tutti i risultati ottenuti verso i nuovi obiettivi, che sono quelli di andare anche oltre l’inclusione, portando i nostri Atleti a diventare esempio virtuoso di determinazione e possibilità».
L’incontro, pieno di testimonianze e storie di successo, metterà infatti sotto i riflettori un progetto (La rivoluzione dell’inclusione) che vede Special Olympics partner della Regione Lazio per puntare a un concetto di inclusione 2.0 basata su varie sperimentazioni e nuove tecniche di coinvolgimento degli Atleti. Le buone pratiche sperimentate avranno una ricaduta positiva su altre regioni e ogni risultato sarà condiviso a livello nazionale.
«Stavolta più che mai saranno gli Atleti i veri protagonisti – aggiunge Stefania Cardenia – entrando a pieno titolo nell’ambito di tutte le aree di gestione del movimento. Lo stanno facendo in autonomia e ce ne accorgeremo proprio da come è impostata la convention. Ci sarà tanto di loro ed è verso questo trasferimento delle competenze che vorremmo indirizzare il timone di Special Olympics per i traguardi dei prossimi 50 anni. Traguardi che forse ora appaiono inconcepibili, ma che stanno lasciando intravedere quante abilità utili e produttive per la società possano sbocciare in ogni persona».

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