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Stati Uniti: la storia a lieto fine di Storm, la gattina con gli occhi velati del colore del cielo

Una gattina con gli occhioni azzurri completamente velati è stata abbandonata in una scatola di cartone sui gradini all’ingresso di un rifugio per animali del New Jersey. Tracy e Derek hanno visto una sua foto sulla pagina Facebook dell’Union County animal hospital, in cui è stata portata per le prime cure, e se ne sono subito innamorati.
«Sapevamo che avrebbe avuto bisogno di attenzioni e cure speciali, dato che sembrava cieca. Ma non ci importava, volevamo che entrasse a far parte della nostra famiglia». E quando finalmente l’hanno incontrata in pelo e ossa, sono rimasti molto sorpresi da quanto fosse piccola: «Aveva all’incirca le dimensioni del palmo della nostra mano».
L’hanno battezzata Storm, in onore alla supereroina mutante di X-Men dagli occhi azzurri, e portata dal loro veterinario di fiducia dove hanno scoperto che non è completamente cieca. «Ha una degenerazione endoteliale corneale. I suoi occhi sono sottosviluppati e la foschia bluastra è causata proprio dalla perdita di cellule corneali», spiega Tracy.
Esaminando i suoi denti, il veterinario si è anche reso conto che la sua crescita era molto rallentata: quindi si tratta di una gatta nana, non di un cucciolo, nonostante ne avesse le dimensioni.
La gatta non ha avuto problemi ad ambientarsi nella nuova casa e, anche se ha la vista sfocata, usa tutti gli altri sensi per compensarne la mancanza. «Annusa tutto. E quando la osservi da vicino ti accorgi che muove la testa come a tracciare tutti i movimenti che fai».
In nove mesi Storm ha preso un chilo di peso. E anche se è più piccola degli altri, è un vero concentrato d’amore: «Ama le coccole e ricevere attenzioni». Ora pesa un chilo e trecento grammi, ma i medici pensano che non diventerà molto più grande di quanto è adesso.
E anche se i problemi di salute non si fanno mancare, come l’anemia e l’insufficienza renale, lei non si perde d’animo, grazie anche all’amore e al sostegno quotidiano che riceve dai suoi umani e da due sorelle coi baffi che hanno subito capito quanto fosse speciale.

Fonte: Noemi Penna – La Stampa

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