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“Caro mister”. Lettera ad un uomo perbene

Caro Mister,

il momento è arrivato e devo ammettere sinceramente che l’ho anche invocato in questo suo anno e mezzo di permanenza a Frosinone. Molte volte, da profano, non mi sono trovato d’accordo con le sue valutazioni tecniche, ma nel calcio ci sono aspetti che vanno oltre alcuni contenuti.

Ci tenevo a dirle che Frosinone e il Frosinone, a mio avviso, perdono un uomo perbene. La ricorderò positivamente per il suo carattere mite, la sua umiltà, il suo non voler essere mai sopra le righe. Spesso, come le ho premesso, ho trovato alcune sue scelte incomprensibili, ma altresì le riconosco grandissimi meriti nella gestione della nostra squadra all’indomani della “tragedia” di Frosinone – Foggia. Solo un finissimo psicologo poteva traghettare in porto una nave in quel mare di difficoltà, eppure lei ce l’ha fatta ed è doveroso assegnarle la sua parte di meriti.

Per quanto riguarda il resto, direi che è sotto gli occhi di tutti l’inadeguatezza dei mezzi che le sono stati messi a disposizione per il massimo campionato, dove lei stesso ha inevitabilmente pagato la sua inesperienza. Infine credo che la gestione del suo esonero, unita a quello scarno comunicato che l’ha sancito, non facciano altro che riabilitare la sua figura agli occhi anche dei tifosi più scettici come il sottoscritto (quei tifosi che sono stati indicati come i veri autori del suo esonero…).

Detto questo, concludo dicendo che va via un gran signore, un gentiluomo, come si conviene ad un vecchio cuore granata.

Le auguro il meglio per la sua vita privata e per il suo percorso professionale. Per adesso un posto nel nostro cuore e nella storia del Frosinone se l’è conquistato e da lì – stia pur certo – non potrà esonerarla nessuno. La saluto con stima ed affetto! (Luca M.)

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