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Tsunami in Indonesia, onde alte 20 metri provocano almeno 168 morti e 745 feriti

Almeno 168 morti e 745 feriti. È ancora provvisoria la proporzione del disastro in Indonesia, dove uno tsunami si è abbattuto sullo stretto di Sunda e sulla punta occidentale di Java, devastando centinaia di costruzioni tra cui diversi alberghi. Secondo l’Agenzia di meteorologia e geofisica indonesiana le onde anomale – alte fino a 20 metri – potrebbero essere state causate da frane sottomarine seguite a un’eruzione di Anak Krakatau, un’isola vulcanica formatasi nel corso degli anni dal vicino vulcano Krakatoa. Squadre di ricerca e soccorso stanno lavorando a pieno ritmo per rimuovere le macerie in cerca di sopravvissuti. Al momento sarebbero 30 i dispersi. Lo tsunami ha fatto strage anche tra gli impiegati della compagnia statale Pln, riuniti per celebrare la fine dell’anno.

«Un numero che crescerà sicuramente», come riferisce il Presidente indonesiano Joko Widodo, citato dai media locali. Capo di stato asiatico che – attraverso un Twitter – ha espresso «sincere condoglianze» per le vittime, annunciando poi di aver dato ordine al governo di prendere «immediate misure di risposta all’emergenza, per cercare le vittime e soccorrere i feriti». Secondo quanto riferisce la stampa australiana, le autorità indonesiane hanno invitato i residenti delle zone colpite dallo tsunami a «stare lontani dalle spiagge». Rahmat Riyono, capo dell’agenzia meteorologica, teme che sia «possibile un altro tsunami» poiché questo «è stato provocato da un’eruzione»«La possibilità di un secondo tsunami in caso di terremoto sono molto basse – continua Riyono – ma qui si tratta di un’eruzione. Dobbiamo continuare a monitorare la situazione».

Attive le unità di crisi della Farnesina e dell’Ambasciata italiana a Giacarta per prestare ogni assistenza necessaria ai connazionali sul posto.

Il vulcano Anak Krakatua da giorni mostrava segni di intensa attività, proiettando in aria pennacchi di fumo e cenere alti migliaia di metri. L’Indonesia, una delle nazioni più colpite dai disastri naturali, si trova a cavallo del cosiddetto “Anello del Fuoco” del Pacifico, dove si scontrano le placche tettoniche e si verifica una grande parte delle eruzioni vulcaniche e dei terremoti del mondo. Il 26 dicembre 2004 uno tsunami innescato da un terremoto di magnitudo 9.3 al largo delle coste di Sumatra, nell’Indonesia occidentale, provocò la morte di 220 mila persone nei Paesi dell’Oceano Indiano, tra cui 168 mila in Indonesia.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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