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Cesare Battisti sarà in Italia lunedì pomeriggio: «Sconterà l’ergastolo»

«Sarà espulso dalla Bolivia e sconterà l’ergastolo». Ecco il destino di Cesare Battisti, arrestato in Bolivia, annunciato dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede su Twitter. «Tornerà in Italia direttamente dalla Bolivia. In questo modo l’ex terrorista sconterà la pena che gli è stata comminata dalla giustizia italiana: l’ergastolo», scrive Bonafede, chiarendo così i prossimi passaggi che porteranno il terrorista dopo anni di latitanza a rientrare nel suo Paese, dove lo attende una pesantissima condanna per 4 omicidi. Anche il ministro dell’Interno del governo Morales, Carlos Romero, conferma: Cesare Battisti è entrato illegalmente in Bolivia, sarà immediatamente espulso e «nelle prossime ore sarà consegnato dall’Interpol Bolivia alla controparte italiana all’aeroporto internazionale Viru Viru», a Santa Cruz, il principale aeroporto internazionale del Paese. Il ministro ha quindi precisato che per Battisti esisteva un «codice rosso» di ricerca ed il governo ha disposto per decreto una «uscita immediata» dell’ex terrorista, entrato in modo irregolare in territorio boliviano da un punto di passaggio non rilevato. Sui suoi documenti regolari, ha sottolineato, «non c’era visto di ingresso in Bolivia». La definizione della consegna di Battisti all’Italia, ha aggiunto, è stata il risultato dei colloqui fra il ministro degli Esteri boliviano Diego Pary e l’ambasciatore d’Italia a La Paz, Placido Vigo.

Battisti arriverà a Ciampino alle 14 di lunedì, con un volo che arriverà questa sera alle 21, ora locale, in Bolivia, e ripartirà domenica alle 22 (saranno le 3 in Italia ) per rientrare nel nostro Paese con a bordo il terrorista. A confermarlo è il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che su Facebook spiega: «Cesare Battisti rientrerà in Italia nelle prossime ore con un volo in partenza da Santa Cruz e diretto a Roma. Siamo soddisfatti di questo risultato che il nostro Paese sta aspettando da troppi anni». Il premier scrive di aver sentito al telefono il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, per ringraziarlo della collaborazione, così come le autorità boliviane che hanno contribuito all’arresto. La partenza direttamente dalla Bolivia non è casuale: solo così potrà scontare in Italia la pena dell’ergastolo. Questo perché la Costituzione brasiliana non prevede il “fine pena mai” e, stando anche a quanto ha confermato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, esiste un accordo Italia-Brasile in base al quale la massima pena applicata sarebbe stata di 30 anni in caso di estradizione. Per chiudere l’operazione è stata necessaria una triangolazione tra Roma, Brasilia e La Paz, non essendoci un patto di estradizione tra la Bolivia e l’Italia. La cattura sigilla l’intesa tra i due leader di destra, Matteo Salvini e Jair Bolsonaro, il presidente brasiliano, che – non a caso – si sono scambiati tweet di ringraziamenti a vicenda dopo la notizia dell’arresto.

Ma non è detto che non ci sia ancora una possibilità per il terrorista di farla franca. Cesare Battisti, infatti, chiese asilo il 21 dicembre scorso alla Commissione nazionale per i rifugiati della Bolivia (Conare) e non è escluso il ricorso del Difensore civico boliviano nei confronti della decisione delle autorità di La Paz di espellerlo e consegnarlo all’Italia. «Fino ad oggi non è stato fatto un colloquio e non è stato apposto un rifiuto: entrambi i punti sono parti fondamentali del giusto processo nei procedimenti dei rifugiati, come previsto dalla Convenzione sullo status dei rifugiati, legge 251 del 20 giugno del 2012 e del decreto n. 1440 del 19 dicembre 2012», si legge in una nota del Difensore civico boliviano che «esamina la possibilità di presentare ricorso costituzionale affinché Battisti possa ottenere una risposta dallo Stato boliviano alla sua richiesta di asilo».

Fonte: Corriere della Sera

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