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De Laurentiis, quelli che arrivano ultimi e la lezione di German Madrazo

«Se squadre come il Frosinone non possono competere e finiscono ultime, dovrebbero pagare una multa». Sono le parole di Aurelio De Laurentiis, padre-padrone del Napoli, non esattamente in linea con il principio del barone De Coubertin: «L’importante non è vincere, ma partecipare». De Laurentiis, però, dovrebbe scoprire la storia di German Madrazo, l’atleta che arrivò ultimo alle Olimpiadi ma esultò come se avesse vinto.

Madrazo, che proveniva dal Messico, debuttò ai Giochi Olimpici invernali alla veneranda età di 43 anni. La sua è la curiosa storia di uno degli atleti olimpici più improbabili di tutte le Olimpiadi di Pyeongchang 2018.

Il vero traguardo di German, infatti, era quello di allenarsi duramente per circa dieci mesi e qualificarsi alle Olimpiadi invernali. Un obiettivo per nulla scontato, se si considera che German non è mai stato un atleta professionista ma un semplice appassionato di triathlon.

La sua, però, è stata una vera e propria impresa: German ha dato vita ad un bizzarro gruppo d’allenamento indipendente e in pochi mesi si è allenato nella disciplina dello sci di fondo per dieci ore al giorno, in Austria, e ha partecipato alle gare di qualificazione a Pyeongchang 2018, con successo. Per questo motivo la vera vittoria era la partecipazione alle Olimpiadi invernali in Corea del Sud.

Alla fine, German Madrazo ha chiuso all’ultimo posto la sua gara. Non poteva essere altrimenti, anche alla luce di quanto dichiarato dal 43enne prima del debutto: «Darò tutto, ma non si può essere alla pari con persone che sciano da quando avevano tre anni». Ed è anche per questo che, al termine del percorso, German ha festeggiato come se avesse vinto la gara portando con sé una bandiera del Messico regalatagli da un tifoso.

Una lezione che De Laurentiis dovrebbe imparare: la bellezza dello sport è data dalle vittorie, certo, ma anche dall’impresa di chi riesce a prendere parte a un importante evento agonistico. Al di là dell’ultimo posto. (Gabriele Margani)

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