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Frosinone, aule fredde e spazzatura all’ingresso dell’edificio: gli studenti del Liceo Severi non entrano a scuola

Questa mattina gli studenti del Liceo scientifico “Francesco Severi” di Frosinone hanno deciso di non entrare nelle sedi della scuola – centrale e succursale – a causa delle rigide temperature presenti negli ambienti scolastici; non solo, ma anche per la presenza di sacchi di spazzatura che sono stati lasciati davanti l’ingresso della sede succursale, presso la scuola media “Campo Coni”, ex “Umberto I”.

La decisione è arrivata dopo che già nella giornata di ieri erano state avvertite temperature al di sotto del limite minimo espresso dalla legge. Per questa emergenza la scuola è intervenuta avvertendo la Provincia, ente di competenza, alla quale si sono rivolti anche gli studenti tramite la Consulta studentesca. Tuttavia le segnalazioni non sono bastate a far riscaldare adeguatamente i locali della scuola e gli studenti, nella mattinata di oggi, muniti di termometri, hanno rilevato una temperatura che variava tra gli 11° e i 14° C per la sede centrale, mentre 15° C di media nella sede succursale, comunque ben al di sotto della soglia minima stabilità dalla legge di 18° C, che ammette una tolleranza fino a 17° C.

Sempre nella giornata di ieri, inoltre, sono stati rinvenuti dei sacchi di spazzatura indifferenziata davanti l’ingresso per gli studenti della sede succursale. Ancora una volta la scuola ha proceduto avvertendo tempestivamente il Comune, che si era impegnato per risolvere il problema, ma purtroppo gli studenti hanno dovuto constatare come ciò non sia stato fatto, anzi nella mattinata di oggi la quantità di rifiuti era aumentata.

Gli studenti sono molto costernati per la situazione in cui la scuola versa, la decisione di non entrare è stata presa in seguito ad analisi e riflessioni, per cercare in qualche modo di manifestare il proprio dissenso per una situazione che non può essere accettata. «Gli studenti, insieme ai rappresentanti, hanno preso la decisione di non entrare a scuola per manifestare il proprio dissenso nei confronti della cattiva gestione delle nostre strutture scolastiche», queste le parole del rappresentante di Consulta Lorenzo Vellone, per il quale si tratta di una violazione del diritto allo studio degli alunni. Lorenzo Vellone afferma ancora: «Gli studenti del Severi non permetteranno più che il diritto allo studio gli venga negato in questo modo». «È una questione di mancanza di rispetto», afferma infine il rappresentante d’istituto Giovanni Andrea Mignardi.

Questi ultimi problemi si aggiungono alle problematiche annose che il Liceo scientifico di Frosinone presenta: a cominciare dall’obbligata divisione in due sedi dell’istituto, dovuta all’elevato numero di studenti nella scuola che è la più grande della provincia. Entrambe le sedi, inoltre, sono al limite della capienza e sono già stati adibiti alcuni laboratori ad aule per contenere gli studenti, in una scuola che dovrebbe avvalersi quotidianamente dell’esperienza in laboratorio. La sede succursale, in particolare, è collocata in un edificio ormai vecchio e con infissi mai rinnovati. La situazione è complicata e risposte concrete e lungimiranti da parte delle istituzioni tardano ad arrivare.

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