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Rigopiano, a due anni dalla tragedia oggi la commemorazione delle vittime

A due anni dalla tragedia dell’Hotel Rigopiano, in cui persero la vita 29 persone, oggi a Farindola ci sarà la cerimonia che ricorda le vittime alla presenza delle istituzioni e dei due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Dopo i saluti e qualche momento di raccoglimento e preghiera nei pressi del totem dell’hotel, sarà celebrata la messa dall’arcivescovo della diocesi di Pescara e Penne Tommaso Valentinetti, nella chiesa del paese. E alle 15:30 un altro momento di incontro e commemorazione al palasport di Penne.

I primi ad arrivare nei pressi delle rovine dell’hotel di Rigopiano sono stati alcuni parenti delle vittime. Hanno parcheggiato poco sopra le macerie. Tutto intorno il dispiegamento delle forze dell’ordine e del Soccorso Alpino in vista della cerimonia commemorativa.

I familiari si sono riuniti in qualche minuto di raccoglimento, decisi a portare avanti la battaglia per arrivare alla verità e ottenere una «”legge Rigopiano” che prenda spunto dalla “legge Viareggio”», il provvedimento relativo agli  indennizzi per i parenti delle 32 vittime della strage alla stazione ferroviaria.

Il governo in un pacchetto di 4 emendamenti al decreto Semplificazioni ha proposto uno stanziamento di 10 milioni ai familiari delle vittime e ai superstiti del disastro di Rigopiano. Ed è proprio questa decisione che il vicepremier leghista Matteo Salvini ha rivendicato con un messaggio Facebook durante il viaggio verso Rigopiano: «Dopo due anni di chiacchiere, di silenzio, adesso nel decreto semplificazioni che arriva in Aula nei prossimi giorni c’è un provvedimento per aiutare vittime, sopravvissuti e feriti». Mentre l’altro vicepremier, il pentastellato Luigi Di Maio, ha dichiarato: «Noi ci siamo, siamo qui anche per far capire a quei signori da che parte stiamo. Da che parte sta lo Stato. È importante per me comunicarlo anche con la presenza dello Stato qui» e ha salutato alcuni parenti delle vittime davanti al totem dell’hotel. Ha assicurato ai familiari delle vittime la presenza del governo e la volontà di seguire anche gli sviluppi della vicenda giudiziaria.

A ringraziare Salvini e Di Maio è stato il padre di Marinella Colangeli, una delle 29 vittime: «Salvini e Di Maio grazie, siete dei veri papà», ha detto durante la cerimonia davanti al totem del resort.

Il 18 gennaio 2017 l’Abruzzo è nel pieno di una drammatica emergenza maltempo. Poco prima delle 17 una valanga si stacca e travolge l’Hotel Rigopiano a Farindola, in provincia di Pescara. Nel resort ci sono 40 persone (28 ospiti, di cui quattro bambini, e 12 dipendenti), rimasti “imprigionati” dopo che la forte nevicata aveva bloccato la strada che collegava il rifugio col fondovalle. Nonostante gli appelli non si era riusciti a trovare una turbina spazzaneve per liberare il percorso: 29 persone perdono la vita, quasi tutte sul colpo.

Nei giorni successivi si scava e dalle macerie, miracolosamente, vengono estratti dei superstiti. Immediatamente si apre l’inchiesta della Procura di Pescara, che darà vita a due anni di indagini.

«Non lo diciamo noi, ma le carte. È stata fatta una telefonata alle ore 11:38: il nostro sconforto è sapere che le vittime potevano essere salvate. Cinque ore – sottolineano i rappresentanti del Comitato delle vittime ricordando che la slavina ha spazzato via l’hotel nel pomeriggio – erano sufficienti. Le vittime potevano essere salvate». Un altro elemento su cui i familiari chiedono chiarezza è l’uso o meno degli elicotteri. «Sono stati chiamati gli elicotteri per i soccorsi, sì o no? E se non sono stati chiamati, perché?», domandano dal Comitato. «Sappiamo che è un’indagine difficile, ma la colpa della slavina non è stata del terremoto» e delle scosse che si registrarono quel giorno bensì «di gente che non ha fatto bene il suo lavoro». E sul presunto depistaggio, i parenti delle vittime non hanno dubbi: «È stato possibile perché nessuno è stato subito rimosso dal suo posto di lavoro».

Fonte: Rai News

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