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Il Frosinone, i trattori, i contadini e il rispetto dovuto a una terra orgogliosa

Dopo il festival di Sanremo, è stata la volta del festival dei luoghi comuni. Là dove mancano argomenti concreti sui quali dibattere, si passa al dileggio, all’offesa, all’ironia crassa e fuori luogo. E allora, dal presidente del Napoli De Laurentiis ai tifosi della Lazio fino ad arrivare a un blog che si occupa della Sampdoria, è stato un susseguirsi di insulti. Alla società del Frosinone, ma anche e soprattutto alla Ciociaria nel suo insieme.

Sarebbe facile controbattere tirando in ballo gli inesistenti successi del patron del Napoli, la presunta superiorità morale della Capitale, la cui storia è stata ormai sommersa dal degrado e dall’immondizia, o la pochezza dei contenuti dei giornalisti del portale Samp Generation, bacchettati dagli stessi tifosi blucerchiati che hanno trovato inutilmente offensivo quell’articolo dal titolo “Figuraccia Samp, battuti da una squadra di contadini”. Sarebbe estremamente semplice, ma non lo faremo.

Piuttosto, ribattiamo utilizzando a nostro vantaggio quei termini – “contadini” e “trattori” – con cui si è cercato di denigrare una provincia. Forse sembrerà strano a costoro, ma qui in Ciociaria la vocazione agricola rappresenta un orgoglio di cui è rimasta memoria nel corso delle generazioni. Anzi, magari Frosinone e il suo circondario praticassero di più questa nobile attività come accadeva prima dell’industrializzazione selvaggia degli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, che ha portato ricchezza nell’immediato ma ha poi lasciato spazio a disoccupazione ed inquinamento nel medio e lungo periodo. Ma forse questo è un discorso troppo complicato per menti semplici come quelle che ci danno dei “pastori” e degli “agricoltori” pensando di insultarci.

E allora parliamo di calcio e di atteggiamento della tifoseria. Questa è la piazza, e lo rivendichiamo con orgoglio, che appena tre anni fa applaudì una squadra retrocessa. Perché aveva visto in quel gruppo la determinazione e la fierezza di indossare i colori di una provincia. E c’è da giurarci che quest’anno accadrebbe la stessa cosa, se la stagione dovesse concludersi con una nuova retrocessione: perché il Frosinone, inteso come squadra, si sta battendo con onore in queste ultime settimane.

Si verificherebbe la stessa cosa da altre parti? Quelli che non sono “pastori” o “contadini” e che allo stadio non vanno col “trattore” sarebbero capaci di battere le mani ai propri giocatori? O, più probabilmente, darebbero vita a scene isteriche e contestazioni? E, allora, dopo queste domande retoriche, invitiamo ad andare al di là dei luoghi comuni: si scoprirà quanto di bello abbiano da offrire la Ciociaria e i suoi abitanti. (Gabriele Margani)

Foto di Martina Terrinoni

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