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Se è da folli credere nella salvezza del Leone, allora viva la follia!

Una mazzata psicologica durissima da assorbire. Lo ha lasciato intendere lo stesso Baroni, che da navigato uomo di sport sa perfettamente quanto possa pesare sulla testa dei suoi giocatori quel maledetto gol subito al 95′. È la condizione mentale, ancor prima della classifica, a preoccupare: il Frosinone gioca anche piuttosto bene per essere una squadra che occupa il penultimo posto, però non riesce a trovare quel guizzo che gli darebbe ossigeno per lo sprint per la salvezza.

Ma noi oggi, in questa fredda domenica di fine febbraio, abbiamo una fiducia immutata nell’obiettivo della salvezza. E non bisogna essere folli per continuare a crederci. Anzi, folli lo siamo davvero come tutti quelli che non hanno ancora deciso di arrendersi, che guardano alla matematica, alla classifica, fanno i conti con il calendario alla mano e non demordono, vedono le prestazioni delle avversarie per la salvezza e sognano.

Partiamo da quest’ultimo punto. Se il Frosinone piange, dall’Udinese e dalla Spal in giù non è che si stiano ammazzando dalle risate. La classifica continua ad essere cortissima per l’obiettivo salvezza. Basta davvero infilare un paio di risultati positivi, tipo una vittoria e un pareggio, per rimettere tutto in discussione. Insomma, se in questo momento il Leone non corre, neanche le altre procedono a ritmo spedito.

Poi c’è il fatto che quest’anno la quota salvezza si abbasserà rispetto al passato: a 35 punti o forse anche meno si è salvi. Il Frosinone è lontano da quell’obiettivo, ma non lo è in maniera definitiva: con un calendario adesso meno complicato, si può fare. Inoltre c’è il fattore “Benito Stirpe”. Vogliamo continuare a credere che il Leone non possa rinviare ancora a lungo l’appuntamento con la vittoria nel proprio stadio: i tre punti arriveranno molto presto, chi vuole scommettere?

Infine c’è l’aspetto romantico, quello che solo i tifosi possono comprendere: le possibilità di salvezza del Frosinone aumentano se al suo fianco c’è il proprio pubblico. Solo restando uniti si può continuare ad inseguire la salvezza. È follia? Forse lo è, ma ci resta davvero difficile pensarla diversamente. (Gabriele Margani)

Foto di Roberto Celani

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